Nascere e crescere in una ex colonia: la Costa d’Avorio

Una lezione dedicata allo scambio interculturale nell’ambito del corso di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo della prof.ssa Valeria Saggiomo. Gli studenti iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea e in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa hanno avuto l’opportunità di assistere, il 26 novembre, alla prima proiezione del documentario ‘Welcome to Abidjan’ del regista, poeta e musicista Salvatore Nappa e prodotto dall’associazione di volontariato Hamef, nata a Napoli nel 2012. Il video racconta di un viaggio dalla capitale economica della Costa d’Avorio a Broudoumé, un villaggio a 315 chilometri di distanza. L’obiettivo è mostrare le condizioni di un paese che ancora sta pagando il caro conto lasciato dalla guerra civile del 2010. La realizzazione del documentario si inserisce all’interno del progetto ‘Una goccia d’acqua per Broudoumé’ per l’installazione di quattro pompe idrauliche nel villaggio ivoriano. “Questi eventi sono utili agli studenti perché li abituano a ragionare in termini di confronto interculturale – ha dichiarato la prof.ssa Saggiomo – perché cambiano la narrativa sulle migrazioni. Ce n’è molto bisogno oggi in  un mondo in cui le migrazioni sembrano un peso e invece, a ben vedere, da tutti i punti di vista, da quello economico a quello dello sviluppo, le migrazioni sono un’opportunità sia per i territori ospitanti che per quelli di origine a livello transnazionale”. L’iniziativa nasce dall’incontro della prof.ssa Saggiomo con Fatou Diako, presidentessa di Hamef. “L’associazione si occupa di cooperazione allo sviluppo in Costa d’Avorio – spiega la docente – ma anche di integrazione dei migranti che sono arrivati in Italia. Hamef ha un’azione importante sia sul territorio campano che nel paese africano”. Strumenti ospedalieri arrugginiti, lettini per i ricoveri sporchi e strappati, strade quasi impraticabili e lunghe file in attesa di raccogliere l’acqua da una pozza, queste le immagini che gli studenti hanno guardato con molto interesse. “Grazie per la presentazione e per averci parlato dell’associazione – dice Allegra, studentessa in Cooperazione allo Sviluppo – Quali sono gli altri progetti attivi?”. Tante le domande degli studenti durante il dibattito per capire l’eredità e l’influenza lasciate dalla Francia. “Visto che avete parlato delle scuole – chiede invece Sara, studentessa alla Magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea – vorrei sapere se il sistema di istruzione è ancora a stampo coloniale”. “Come si studia oggi la storia della Costa d’Avorio?”, domanda un altro studente. Fatou, insieme agli attivisti dell’associazione, ha cercato di spiegare cosa vuol dire nascere e crescere in una ex colonia. A scuola si studia in francese, su libri che raccontano una storia prevalentemente europea. “Sono un’africana e ho iniziato a conoscere l’Africa da quando sono in Italia”, ha detto la presidentessa di Hamef. Uno scambio intenso e un momento di confronto importante tra culture molto diverse che si potrebbe riassumere con le parole di Grazia, altra studentessa del corso della prof.ssa Saggiomo, che è intervenuta dicendo: “Voglio ringraziarvi a livello personale, ci ha dato una lezione di umanità, e questo non è facile impararlo sui libri”.
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