Numero programmato, nessun problema tranne a Scienze Giuridiche

“Mai come in questo caso abbiamo reagito con prontezza di fronte a quello che stava accadendo”. Aldo Russo, presidente del Consiglio degli Studenti d’Ateneo, si riferisce alla novità del numero programmato, introdotta con un recente decreto rettorale in recepimento delle direttive ministeriali sui requisiti minimi e l’utenza sostenibile. Un avviso datato 6 ottobre 2005 rendeva noto agli studenti il numero dei posti disponibili per ciascun corso di laurea attivato presso le cinque Facoltà dell’Ateneo. Gli immatricolandi avrebbero potuto correre il rischio di essere tagliati fuori se avessero superato il numero massimo previsto e immediatamente il Consiglio degli Studenti si è riunito in una seduta straordinaria. In realtà il pericolo si è rivelato  solo apparente poiché per tutti i Corsi di Laurea tranne uno, Scienze giuridiche, la soglia di posti previsti era superiore a quella che è la richiesta media. “Non si sono verificate grosse difficoltà – spiega Russo- l’unico corso le cui immatricolazioni si sono chiuse molto rapidamente è Scienze giuridiche, ma si è riusciti a trovare un escamotage per riaprirle. I trasferimenti da altri atenei infatti non sono stati considerati come immatricolazioni e così si sono liberati altri 60 posti”. Il giudizio sull’accaduto è chiaro: si è trattato di un necessario adeguamento alle regole stabilite dal Miur che, assieme alle altre riforme sull’università, generano malcontento non solo tra gli studenti ma anche tra gli stessi docenti. Insomma, l’introduzione del numero programmato era doverosa. “Abbiamo incontrato i presidi Quintano e Vinci- prosegue Russo- si sono dimostrati estremamente attenti e sensibili, ma purtroppo non si poteva fare altrimenti. Si sta pensando a un modo per riattivare per l’anno venturo il corso di laurea in Scienze dell’amministrazione, quest’anno soppresso, e si sta consigliando a chi non è riuscito a immatricolarsi a Scienze giuridiche di iscriversi a Economia aziendale per fare il passaggio a Scienze giuridiche l’anno prossimo”. Anche Antonio Prisco dell’Udu è d’accordo sull’impossibilità per l’Ateneo di fare diversamente, anche se a suo parere nella gestione della faccenda si è verificata una negligenza: “lo statuto prevede che in casi come questo sia sentito il Consiglio degli Studenti, mentre così non è stato”. Inoltre non si è data notizia nel modo giusto di ciò che stava accadendo: “lasciare abbandonati sul bancone dell’ufficio orientamento degli avvisi come quelli che sono stati pubblicati significa far spaventare le aspiranti matricole, che spesso confondono il numero programmato con il numero chiuso. Uno vede una lista di numeri con scritto accanto ‘numero programmato’, pensa ‘ok, c’è il numero chiuso, ho fatto tardi’ e se ne va”. Tutti d’accordo, dalla Confederazione all’Udu, sull’effetto di destabilizzazione che le nuove normative ministeriali stanno provocando nell’università pubblica. Russo ricorda che Confederazione, associazione di cui fa parte, lo scorso 28 ottobre ha indetto contro queste riforme uno sciopero della fame.
(Sa. Pe.)
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