Ritardi nei pagamenti delle borse di studio ai dottorandi

Arriva da Salvatore Iodice, dottorando de L’Orientale attualmente residente in Francia, una lettera aperta inviata al Rettore, ai docenti, ai colleghi e all’Ufficio Alta Formazione, per denunciare i disagi della categoria. Iodice segnala una situazione ormai cronica contro la quale è difficile e scoraggiante combattere: il pagamento delle borse di studio che avviene con circa cinque o sei mesi di ritardo. 
“Ogni anno, – si legge nella lettera – a fine dicembre, l’Ufficio Alta Formazione blocca il pagamento delle borse di studio dei dottorandi per motivi che mi sono stati spiegati in questi termini: ‘tempi tecnici di chiusura bilancio’. Questi ritardi si protraggono per diversi mesi e, in genere, le borse di studio, insieme alle mensilità arretrate, sono pagate tra la metà di marzo e la metà di aprile. Il che significa – continua – che, da fine ottobre (data dell’ultimo versamento) a fine marzo, ogni anno sono necessari cinque mesi per espletare delle operazioni di chiusura bilancio, ossia delle banalissime operazioni di contabilità”.
La risposta che però ci viene fornita dall’Ufficio Alta Formazione è molto chiara. “Il dottorato ha la durata di un anno accademico, quindi da novembre ad ottobre dell’anno solare successivo, – spiega la dott.ssa Fausta Colucciello, responsabile dell’Ufficio – Ogni nuovo anno i dottorandi sono sottoposti ad una verifica per stabilire la loro ammissione all’anno successivo: ciò comporta tutta una serie di procedure e di adempimenti burocratici che noi dobbiamo risolvere entro il 30 novembre. Il primo bimestre di borsa (novembre-dicembre) andrebbe, quindi, pagato a gennaio, però proprio in quel periodo c’è l’apertura dell’anno finanziario, per cui si finisce per slittare a marzo-aprile il pagamento sia del primo che del secondo bimestre (gennaio-febbraio)”. “Questo sicuramente può provocare dei disagi ai dottorandi – commenta Colucciello – però le date per i pagamenti sono riportate nella bacheca on-line in una lettera del dott. Giuseppe Giunto, Dirigente della Ripartizione, quindi i ragazzi sono consapevoli della situazione”. 
La forte irritazione di Iovine arriva proprio in seguito ai notevoli disagi che si è trovato ad affrontare, anche per le più banali spese di studio, come l’acquisto libri. “Io sono personalmente vittima di questi disagi – spiega – che hanno seriamente compromesso la mia ricerca, limitando la mia mobilità, l’accesso ai documenti, l’acquisto di libri, ed infine la mia serenità data l’impossibilità di poter contare su un regolare ‘stipendio’, anche se di poco superiore alla soglia di povertà relativa”.
La decisione di diffondere lo stato della sua condizione è derivata dall’inutilità degli sforzi portati avanti per mutare la situazione e da una certa incomprensione da parte dei responsabili degli uffici competenti, come egli stesso racconta. Dall’Ufficio Alta Formazione arriva però una smentita, anzi la dott.ssa Colucciello aggiunge: “Il dott. Iovine ha terminato il suo dottorato il 31 ottobre, quindi non deve più ricevere da noi nessuna borsa. La sua lettera è, dunque, alquanto pretestuosa. L’unica somma che gli spetta riguarda il rimborso per una maggiorazione di borsa per viaggio all’estero, di 2348 euro: questo rimborso ha subito ritardi perché il dott. Iovine aveva sbagliato a compilare la pratica ed è stata messa in liquidità il 10 marzo”.
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