SCIENZE BIOTECNOLOGICHE Intervista al Preside Marino di ritorno da Seul

“La cosa che mi ha più impressionato è stato vedere che le università sono aperte 24 ore su 24 – racconta il Preside Gennaro Marino commentando il suo recente viaggio a Seul in occasione del III Forum italo-coreano di Scienza e Tecnologia finalizzato a stimolare la cooperazione scientifica tra i due Paesi – I professori dormono in ufficio su una stuoia almeno due o tre giorni a settimana. Sono molto spartani”. La realtà coreana è estremamente interessante – afferma il Preside, investito del ruolo di rappresentante della Federico II – “La gente manifesta a tutti i livelli una sorprendente familiarità con la tecnologia”. La Corea in soli cinquanta anni si è trasformata da uno dei Paesi più poveri al mondo nell’undicesima potenza economica del pianeta. La chiave del successo è nella ricerca scientifica e nella innovazione tecnologica. Il Governo italiano –presente al Forum con anche il Presidente del Consiglio Prodi- ha, perciò, deciso di ampliare la collaborazione scientifica con questo Paese. Il primo giorno del forum è stato dedicato agli aspetti più commerciali, il 27 è stato riservato alle presentazioni scientifiche, al fine di esplorare la possibilità di usufruire di alcune infrastrutture e laboratori avanzati, complementari a quelli esistenti in Italia. Il Preside Marino si è dato da fare per istituire rapporti accademici con i colleghi delle Università di Yonsei e di Dankook. L’ultimo accordo di collaborazione tra Italia e Corea, coordinato dai rispettivi Governi risale al dicembre 2006 ed ha già permesso di consolidare la cooperazione con alcuni gruppi italiani d’eccellenza scientifica. Per inserire l’Università partenopea nel prossimo accordo del 2009, un’ipotesi potrebbe essere quella di organizzare un incontro a Napoli l’anno precedente. Portare a compimento questo progetto non sarà facile ma il viaggio a Seul del Preside è già un primo passo per far conoscere in Oriente la Federico II ed, in particolare, la Facoltà di Biotecnologie. “Ho incontrato molti docenti, ho scambiato con loro informazioni. – racconta il Preside – Mi interessava sapere come è organizzato lì l’insegnamento delle Scienze Biotecnologiche. Anche in Corea distinguono le Biotecnologie mediche da quelle industriali ed anche lì c’è un grosso interesse nel settore energetico, anche se hanno ben 23 centrali nucleari… Nel percorso dal centro della città all’aeroporto io ne ho contate 3!”. Il progetto di cooperazione interuniversitaria potrebbe avere delle ricadute positive anche per gli studenti: “potremo nel prossimo futuro verificare la possibilità di realizzare degli scambi di studenti”. 
Ci vorrà, dunque, del tempo per vedere degli allievi coreani circolare per le aule della Facoltà. “Se son rose fioriranno”, afferma il Preside fiducioso ma, nel frattempo che i semi arrivino a maturazione, ci sono esigenze più pressanti su cui lavorare. Occorre prima di tutto impegnarsi per ultimare la costruzione della nuova sede. “Le fondamenta sono quasi terminate – asserisce il Preside – Sul piano tecnico il progetto mi sembra perfetto”. Marino confida nell’operato dell’ufficio tecnico amministrativo: “i vincoli inseriti sono tali da garantirci che la consegna avvenga entro i termini stabiliti”, ossia giugno 2009. E nell’immediato cosa si può fare per rendere più agevole la ‘vita’ degli studenti, per andare incontro alle loro esigenze di svolgere più attività pratiche? “Gli allievi devono pazientare – risponde il Preside – Sono al centro del nostro impegno ma occorrono dei tempi tecnici per realizzare le loro richieste”. Dell’argomento si è discusso in un primo incontro con i neo rappresentanti degli studenti. 
Manuela Pitterà
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