Scienze e Tecnologie ha un nuovo Preside: il prof. Raffaele Santamaria

Accademicamente nato e cresciuto in quella che oggi si chiama Università Parthenope, il prof. Raffaele Santamaria, docente ordinario di Navigazione, è giunto al vertice della carriera nella Facoltà di Scienze e Tecnologie. Lo scorso 21 ottobre, con un largo consenso, è stato eletto Preside. Diciotto preferenze gli hanno fatto avere la meglio sull’altro autorevole nome attorno al quale era concentrata l’attenzione degli elettori, quello di Mario Vultaggio, che ha ottenuto sei voti. Sette gli assenti, una scheda bianca. Napoletano, 55 anni, il prof. Santamaria è laureato in Scienze Nautiche e ha un curriculum ricchissimo. 
Il neo Preside si dice ancora frastornato per il risultato ottenuto, “la nostra è una facoltà di numeri piccoli – dice- diciotto voti sono un numero significativo e ringrazio i colleghi che hanno riposto la loro fiducia in me”. Il professore è chiamato al difficile compito di succedere nella presidenza al prof. Antonio Pugliano, in pensione dal primo novembre, che per 16 anni ha guidato la Facoltà di Scienze Nautiche prima, di Scienze e Tecnologie poi. “Sono un allievo del prof. Pugliano – afferma il prof. Santamaria- Lo conosco da quando era assistente ordinario e lo stimo moltissimo. Sarà difficile fare meglio di lui, ha prodotto grandi trasformazioni, come il cambio di denominazione che finalmente rende giustizia della vocazione interdisciplinare della nostra facoltà, la quale possiede due anime: da sempre forma laureati sia dell’area scientifica che dell’area tecnologica”. Da queste parole si comprende benissimo che il nuovo Preside ha intenzione di proseguire nel solco tracciato dal professor Pugliano, volendo innovare nella tradizione, “senza mai abbandonare le specificità che sono nostre”. Gli sforzi vanno orientati nel senso di rafforzare certe peculiarità culturali dal punto di vista dell’offerta formativa ma anche di guardare verso nuove prospettive. Qualche esempio. “E’ stato approvato in questi giorni il nuovo indirizzo del Corso di Laurea in Informatica, Sistemi multimediali, che verrà attivato l’anno prossimo. Al contempo però puntiamo a consolidare un indirizzo già esistente e di interesse crescente, quello in Geomatica, una scienza che unisce la conoscenza della terra all’informatica, molto studiata negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. Siamo gli unici in Italia ad averlo attivato. Per quanto riguarda Scienze Nautiche, è opportuno dare una maggiore visibilità alla navigazione marittima e alla navigazione aerea, creando due diversi indirizzi o corsi. Di grande importanza anche la meteorologia e l’oceanografia, che per via dei requisiti minimi abbiamo dovuto trasformare da corsi di laurea in indirizzi. La nostra facoltà ha una grande tradizione in materia, e bisogna fare tutti gli sforzi possibili per alimentarla”. Un aneddoto significativo sull’argomento: “tanti anni fa la nostra cattedra di Meteorologia venne citata come unica in Italia dal primo weatherman televisivo italiano, il colonnello Bernacca”. Anni impegnativi attendono il neopreside, che guiderà la Facoltà di Scienze e Tecnologie in un difficile periodo di transizione. L’applicazione in concreto della riforma della didattica, gli albori della riforma dello stato giuridico della docenza, il prossimo trasferimento della facoltà nella nuova sede al Centro direzionale: ecco i temi caldi di questo tempo. Il prof. Santamaria si dice “motivato e non spaventato dal lavoro che lo attende, animato dal supremo interesse della facoltà e dell’ateneo”. La sua sarà una presidenza dalla gestione pluralistica, coordinata da una sorta di comitato o giunta di presidenza, di cui faranno parte i Presidenti dei Corsi di Laurea e i Direttori di Dipartimento. Infine, la ciliegina sulla torta: un osservatorio permanente al quale prenderanno parte gli studenti, perché il nuovo Preside vuole che i ragazzi siano coinvolti in prima persona nelle vicende della Facoltà. “Quella dell’osservatorio è un’idea cui spero si possa al più presto dare concretezza – dice il professore- Vorrei che fosse un organismo pronto a segnalare le eventuali debolezze dell’azione formativa, una spina nel fianco della presidenza”.  
Sara Pepe
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