Si unificano i Dipartimenti A breve la nuova sede di Biologia

“Sono lieto di annunciare che i Dipartimenti del Corso di Laurea in Biologia si sono unificati in due strutture: Biologia Strutturale e Funzionale e Scienze biologiche”, dice il Preside della Facoltà di Scienze, Alberto Di Donato, inaugurando la seduta del Consiglio Facoltà del 19 gennaio. “Pur essendo i dipartimenti delle strutture d’Ateneo, abbiamo indicato una strada importante, perché qui si unificano luoghi che, in genere, si tende a dividere” ha detto ancora il Preside annunciando la prossima fusione anche dei Dipartimenti di Scienze della Terra e di Geologia e Vulcanologia ed il trasferimento dell’intero Corso di Laurea di Biologia a Monte Sant’Angelo, dove ormai si stanno allestendo i locali del nuovo edificio. 
Il Consiglio si apre con la richiesta di Cesare Moreno, coordinatore del Progetto Chance, di utilizzare le strutture di facoltà per svolgere attività di educazione scientifica. “E’ un programma volto al recupero dei ragazzi tra i 14 e 15 anni che non hanno terminato la scuola media- dice Moreno- Raramente si riesce a far proseguire loro gli studi e allora diventa necessaria una formazione professionalizzante”. Per dare valore ad una formazione che sia indirizzata al mondo del lavoro, una maggiore conoscenza scientifica diventa fondamentale. Il livello di analfabetismo scientifico è, infatti, molto elevato e l’apprendimento diretto in un laboratorio aiuta i ragazzi a crescere sia tecnicamente che emotivamente, perché  acquistano maggiore fiducia nei propri mezzi. “Abbiamo svolto spesso delle attività a Città della Scienza e i risultati di queste visite sono sempre stati buoni, ci manca la quotidianità- sostiene il coordinatore che insiste sulle motivazioni della sua richiesta- La mentalità sperimentale può aiutare a cambiare le idee, spesso sbagliate, che questi ragazzi hanno”. 
Dopo aver approvato la richiesta degli operatori del Progetto Chance, la seduta del Consiglio entra nel vivo con l’approvazione della proposta di attivazione di una procedura ministeriale, detta ‘per il rientro dei cervelli’. Il provvedimento in particolare riguarda il trasferimento del ricercatore tedesco Bjoern Berg, dell’Università di Bayereuth, presso l’Ateneo per un periodo di due anni, allo scopo di realizzare delle ricerche sulla determinazione dei tassi di sequestro del carbonio e dell’azoto nel suolo dei boschi del Mediterraneo, studiando il valore limiti di decomposizione, un metodo già applicato sperimentato sulle foreste boreali e temperate. Svolta anche questa procedura, il Preside annuncia una cosa insolita per la Facoltà di Scienze, “un’azienda toscana, la Chiron, ha stanziato 250 mila euro per istituire un posto di ricercatore” dice Di Donato. Il finanziamento coprirà i costi della ricerca per sei anni, trascorsi i quali gli oneri graveranno sulle casse dell’Ateneo. “E’una procedura insolita per noi, ma già praticata in facoltà più professionalizzanti della nostra quali Medicina e Ingegneria- aggiunge Di Donato, che sottolinea- l’area di biochimica, cui il campo di studi afferisce, ha già espresso parere favorevole”. Le repliche non tardano ad arrivare. “Nel Decreto Moratti, esiste una norma simile per i professori e noi abbiamo protestato perché non volevamo che si inserisse nell’università del personale che non era stato selezionato attraverso un regolare concorso- dice Ugo Lepore– Immagino che l’azienda dia anche delle indicazione sulla persona e sul tipo di ricerche da svolgere”. “La normativa del Decreto Legge oltrepassa i normali canali di selezione del personale- replica il Preside- Tocca a noi avviare un regolare concorso per scegliere la persona che condurrà il lavoro. Inoltre, la ricerca finanziata da un’azienda, rappresenta interessi più vasti, ma è anche uno strumento per arricchire le risorse di un’area”. 
Si prosegue con le indicazioni emerse dalla seduta del Senato Accademico, dell’11 gennaio, “sono cambiati gli algoritmi di distribuzione dei fondi- dice Di Donato- sarà ora un fatto definivo e non più episodico, che il trasferimento delle risorse alle facoltà non superi il 35%, almeno fino a quando l’ateneo non scenderà, per le spese del personale, al di sotto della soglia del 90%”. I prossimi mesi dovranno, quindi, essere spesi per trovare criteri di distribuzione dei fondi alle aree alla luce delle nuove condizioni. “Non abbiamo pochi fondi- tranquillizza il Preside- ma questi devono essere ben spesi”. La seduta si conclude con le chiamate degli idonei per i posti di professori associati di prima e seconda fascia.
(Si. Pa.)
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