Sicurezza sul lavoro: tre borse di studio dall’HSE Symposium

Tre borse di studio, da mille euro l’una, destinate ai migliori contributi sul tema Sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro. Tre le prospettive di ricerca: evoluzione del lavoro e orizzonti normativi, formazione 4.0, innovazione. Call to abstract aperta fino al 30 aprile e rivolta agli under 35 di tutta Italia. L’iniziativa è il primo step dell’HSE (Health, Safety and Environment) Symposium, giunto alla seconda edizione, che si terrà al Policlinico di via Pansini i prossimi 25 e 26 ottobre. L’anno scorso furono più di trenta gli abstract presentati. A vincere fu un modello di allerta alimentare che consentiva attraverso una app di smascherare i prodotti nocivi e di segnalarli alle istituzioni per il conseguente blocco sul mercato. A presentarlo fu un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa. Medaglia d’argento a un gruppo federiciano che propose una rivisitazione in chiave pratica dei percorsi di studi dedicati alla prevenzione. Non è previsto alcun costo né per presentare i lavori né per partecipare al simposio. Entro la prima metà di maggio il responso da parte della Commissione Scientifica che valuterà le sintesi pervenute. Presidente di Commissione: la prof.ssa Maria Triassi del Dipartimento di Sanità pubblica. Vice presidente il prof. Umberto Carbone, per tredici anni Coordinatore del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e tra gli ideatori del simposio. I prescelti avranno il compito di trasformare l’abstract in paper entro la metà di giugno. Passi successivi: presentazione del lavoro nel corso del simposio nell’Aula Magna Gaetano Salvatore. Pubblicazione del lavoro sulla rivista scientifica Quaderni della prevenzione. I residenti fuori regione soggiorneranno gratuitamente a Napoli. 
Perché un convegno sulla sicurezza negli ambienti di lavoro? Lo spiega il prof. Carbone: “spesso gli operatori che si muovono nell’ambito della sicurezza operano separatamente. Il simposio vuole mettere insieme le diverse esperienze e formulare un discorso unico. Realizzare la sicurezza richiede cooperazione tra le professionalità”. Innovazione è la parola chiave: “è importante capire come valutare le situazioni a rischio e come programmare gli interventi formativi in una maniera moderna. Abbiamo ancora schemi di leggi che risalgono alla fine degli anni ‘90, ma il mondo del lavoro cambia con rapidità estrema”. Perché uno studente dovrebbe prepararsi sulla sicurezza sul lavoro? “Sarebbe sufficiente pensare a tutte le vicende drammatiche che ci sono quotidianamente. Altro aspetto da considerare è lo spostamento in avanti dell’età pensionabile. La popolazione lavorativa invecchia e le condizioni sono sempre più precarie. Paradigmi di lavoro che si adattano a un trentenne non sono altrettanto validi per un ultrasessantenne. Di conseguenza, la richiesta di persone che svolgano funzioni di sicurezza aumenta. Abbiamo bisogno di affiancare le équipe tecniche con quelle preparate a fare in modo che le attività lavorative non siano lesive della salute dei lavoratori”. 
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