Slitta la data delle elezioni studentesche al Federico II

Cade una fitta nebbia sulla data delle elezioni delle rappresentanze studentesche alla Federico II. Sfuma, infatti, la possibilità di una tornata elettorale durante il mese di dicembre. “Ci sono le elezioni a livello nazionale del Cun – spiega Benedetta Sciannimanica, segretario di Confederazione- e sicuramente questo ha determinato lo slittamento delle votazioni per la Federico II”. “Le elezioni del Cun sono molto impegnative e quindi – aggiunge Valter Corrado, Presidente del Consiglio degli Studenti d’Ateneo- per non sovraccaricare la struttura e l’organico dell’università si sarà ritenuto necessario spostare le votazioni per il Consiglio d’Ateneo in una data più libera”.  Questioni di carattere organizzativo e gestionale, dunque, alla base del rinvio: “credo che il Rettore abbia voluto fare le cose con tranquillità- aggiunge Antonio Chianese, responsabile della Sinistra Giovanile in Campania- e soprattutto non far accavallare diversi appuntamenti”.
Si è, allora, in attesa di notizie certe sulla data: si vocifera di un probabile rinvio a febbraio o marzo o addirittura, suggerisce Giannantonio Scotto di Vetta, dell’UDU, “potrebbero anche accorparle a quelle del Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti) che si dovrebbero tenere a maggio”.
In attesa del bando che darà il via alla competizione elettorale si incominciano, però, già a definire con maggiore chiarezza alcune posizioni, a partire dall’alleanza tra Confederazione e Sinistra Universitaria, che ormai sembra cosa certa.
“Chi andrà a votare – dichiara Sciannimanica- dovrà pensare che votare per Confederazione o per la Sinistra Universitaria significherà, comunque, dare la propria preferenza per una lista unica”. Anche se ancora non sono state definite le specifiche strategie elettorali, che andranno diversificate in ogni Facoltà, si può parlare infatti di una base ideologica comune: “l’accordo ideologico c’è – aggiunge Benedetta- e si evince dal lavoro che già si sta svolgendo in Consiglio d’Ateneo e dal trovarsi uniti di fronte a tematiche generali ed importanti come la lotta alla criminalità e la sensibilizzazione del mondo universitario, un esempio per tutti la manifestazione di venerdì 17 novembre. Siamo vicini al gruppo di Sinistra Universitaria ed insieme stiamo già lavorando bene”.
Anche per Chianese sembra ormai certa la possibilità di creare una piattaforma comune con Confederazione, ma non esclude anche accordi con l’UDU: “noi crediamo che all’interno dell’Università possa nascere una grande forza politica di sinistra, che però debba tener conto di quello che vivono i compagni nelle singole Facoltà e, quindi, delle singole realtà. Dunque non escludiamo che in alcune facoltà potremmo presentarci anche con l’UDU. La nostra politica non è basata sulle ‘poltrone’ ma sui servizi agli studenti, quindi bisogna abbandonare quelle logiche politiche di comodo che, negli scorsi anni, hanno reso impossibile lavorare per gli studenti su questioni come il diritto allo studio, la legge quadro, la questione dei fuorisede o delle mense”.
E di grandi alleanze si parla anche fra le fila dell’Unione degli Studenti anche se sottolinea Scotto di Vetta che “non vorrei venissero fraintese le parole di Fernando D’Aiello: posso dire che abbiamo voluto lanciare una prima discussione ma visto lo slittamento a data ancora da definirsi delle elezioni, ci sembra prematuro parlare di specifiche alleanze”. Per il gruppo di Sociologia ‘Compagni di Viaggio’ si prospetta una possibile unione proprio con l’UDU: “stiamo portando avanti un buon lavoro con loro – spiega Michele Langella- e quindi è possibile chi ci presenteremo insieme. Non escludiamo, però, neanche un accordo con la Sinistra Universitaria”.
Anche per Valter Corrado adesso bisogna “tenere una certa apertura in vista delle elezioni per lavorare insieme tenendo conto di un obiettivo comune”.
Quindi se resta ancora incerta la posizione dell’UDU, Confederazione e Sinistra Universitaria si muovono però su una strada comune: “noi come Confederazione – spiega Teresa Catapano, di U-Link di Lettere- siamo coinvolti in diverse realtà e, quindi, ci muoviamo con largo anticipo per pianificare bene il tutto”.
La Sinistra Universitaria ha già iniziato il lavoro di raccolta delle candidature: “vogliamo fare uno screening facoltà per facoltà per scegliere i candidati in base ai meriti e al loro impegno in Consiglio di Facoltà. Ci deve essere una continuità tra i Consigli di Facoltà e il Consiglio d’Ateneo”.
Anche per Benedetta Sciannimanica la parola d’ordine è “via agli scansafatiche”: Confederazione ha già iniziato la raccolta di richieste di candidatura che punta su un rinnovamento totale dei candidati. “Sta avvenendo un cambio generazionale – spiega Sciannimanica- I nostri potenziali candidati sono tutti molto giovani, alcuni hanno avuto esperienze in Consiglio di Facoltà dove si sono fatti le ossa, come Fabrizio Cappella, ma si candidano per la prima volta in Consiglio d’Ateneo. La nostra strategia è ancora da definire, dunque, ci saranno facoltà in cui andremo da soli, altre con la Sinistra, l’importante per noi è sottolineare che non vogliamo lavorare con persone che pensino più ai propri interessi che a quelli dell’Università. Siamo pronti, in generale, a collaborare con tutti quelli che lavorano con impegno genuino, siano questi anche ragazzi del centro-destra che però contribuiscono a migliorare i lavori in Consiglio o promuovano iniziative rivolte agli studenti”. 
E proprio nel centro-destra sembra potersi delineare una piattaforma comune su cui muoversi: “ad ottobre c’è stato un incontro interpartito a livello universitario durante il quale- racconta Emmanuele De Angelis, di LRS-Vento di Cambiamento- si è iniziato a parlare di realizzare qualcosa in comune con gli altri movimenti di destra. E’ molto importante perché sarebbe la prima volta che si crea un blocco unitario di centro-destra su basi ideologiche comuni”. Ma una forte smentita arriva da Francesco Angeloni di Studenti in Movimento che ricorda come sia “difficile creare qualcosa del genere a destra perché c’è molta frammentazione ed ogni gruppo vive di idee e anima propria per cui è difficile parlare di blocco comune. In ogni caso se questo dovesse essere, sicuramente dovremmo essere coinvolti anche noi”.
Valentina Orellana
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