Studiate cinese, giapponese, arabo con una lingua europea e troverete lavoro

“Parlo avendo la responsabilità di un ateneo prevalentemente umanisti­co: qui il lavoro lo si trova. Non soltanto attraverso la padronanza dell’Inglese, ma anche del Cinese, del Giapponese, dell’Arabo, dell’Indonesiano. Queste ultime lingue vanno però sempre affiancate da una lingua europea”. Settantuno anni, ordinario di Filosofia Morale, pugliese, ex Preside di Lettere e Filosofia, una laurea conseguita a Pisa in Filosofia, Mario Agrimi dal primo novembre 1998 è il Rettore dell’Istituto Orientale, l’ex Collegio dei Cinesi fondato nel lontano 1732. E’ membro dell’Enciclopedia Italiana Treccani e fa parte del comitato fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. “Oggi si sta aprendo una strada straordinaria anche per le lingue minori: Danese, Svedese, Europa dell’est. La Comunità Europea sta investendo molto e l’Orientale può dare un forte contributo anche sotto il profilo della valorizzazione di queste lingue. In fondo anche per il Master in Interpretariato alla CEE hanno scelto proprio noi”. Le novità dell’anno accademico che sta per iniziare. “Come tutti, stiamo pensando alla riforma del 2001/2002, ma gli studenti stiano tranquilli. Faremo anche un manifesto per informarli sulla piena convertibilità degli studi. Creeremo inoltre un nostro progetto di orientamento. Speriamo possa partire già da metà novembre. E’ un lavoro che maturerà nel 2001/2002, ma per il tutorato diventa attivo da subito”. Per l’Orientale il prossimo sarà anche l’anno accademico della piena disponibilità del palazzo di via Duomo. “Ospiterà tutti i dipartimenti e gli studi che afferiscono all’Europa. In pratica, gran parte della facoltà di Lingue e la biblioteca, con circa 250.000 volumi. Ci sono gli spazi per una grande biblioteca, in una zona in cui un insediamento universitario può anche diventare un fattore di crescita civile. Ci saranno anche spazi per gli studenti e per i professori”. Sarà, inoltre, un anno accademico all’insegna dell’espansione dell’arabistica: “avremo due nuovi ordinari, i professori Camera D’Afflitto e Bartolomeo Pirone. La domanda di specialisti della cultura islamica in tutti i suoi aspetti è quantomai forte. Razionalizzeremo l’offerta tra le facoltà attraverso l’accentramento di tre o quattro lettori”. Altra novità: il Corso di Laurea in Lingue e Culture dei Paesi del Mediterraneo si arricchisce di uno sguardo all’area del Mar Nero. “Abbiamo esami come, per esempio, letteratura turca, caucasica, rumeno”.
Cresce l’attenzione verso la formazione post lauream. “Investiamo in questo settore con il Master in interpretariato e con quello Euro Mediterraneo sulle tecnologie multimediali applicate al patrimonio umanistico e culturale. Per quest’ultimo arriveranno giovani dalla Tunisia, dal Marocco, e dall’Algeria. Poi ci sono i Master in collaborazione con Stoà ed i tre nuovi finanziati dalla Regione. Senza dimenticare i 15 assegni di ricerca ed i dottorati, poco meno di una ventina. Spaziano dalle lingue ispano americane alla geografia dello sviluppo, alla filosofia, per citarne solamente alcuni”. Iscriversi all’Orientale, secondo il Rettore, significa anche entrare in una realtà che consente di entrare in contatto con i quattro angoli del globo. Qualche esempio: i tanti docenti giapponesi, cinesi, africani, etiopi, indonesiani. Ma anche i numerosi convegni e le lauree honoris causa assegnate ad esponenti di rilievo del mondo della politica e della cultura, dal presidente francese Francois Mitterand a Vernant. Il prossimo potrebbe essere Boutros Ghali, al quale il Consiglio di facoltà di Scienze Politiche, mesi fa, ha deliberato di assegnare la laurea Honoris Causa. “Una facolta -ricorda il Rettore Agrimi-, che ha avuto una forte crescita lo scorso anno”. Ultima novità, il Punto Informazione diventa uno sportello sulla città. “Sarà dotato di monitor e cartellonistica. Al suo interno troveranno inoltre spazio le iniziative editoriali dell’ateneo”.   
Sbocchi occupazionali. “Il nostro laureato è flessibile: selezione del personale, quadri nelle aziende, informatica, import-export”.
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