Tanti spunti di attualità a Diritto Costituzionale e una sorpresa a fine corso

“Durante le lezioni ho una sensazione positiva, in aula sono presenti moltissimi studenti che si dimostrano particolarmente attivi ed interessati. C’è un clima di grande affabilità e i ragazzi sono spronati nel porre domande, quesiti pertinenti alle spiegazioni. Ciò mi sorprende. Il mio è il primo insegnamento di diritto positivo della carriera universitaria, mi trovo di fronte a ragazzi a digiuno di diritto. Questa loro grande passione mi fa ben sperare per il futuro”, il prof. Alfonso Vuolo commenta il suo primo anno (in supplenza) di insegnamento presso la cattedra di Diritto Costituzionale. Appassionare la platea studentesca è l’obiettivo di ogni docente. “Credo di essere stato fortunato – continua il professore che è titolare dell’insegnamento complementare di Diritto Processuale Costituzionale – I ragazzi mi dimostrano ogni giorno la loro affezione, frequentando il corso con una certa costanza. Gli studenti non sono tutti uguali, al primo anno per riuscire bene negli studi è importante consolidare una certa routine universitaria”. Secondo il docente gli studi giuridici sono estremamente soggettivi: “Diventa difficile individuare un metodo comune che sia congeniale a tutti. Secondo la mia esperienza, ognuno deve avere l’intelligenza di combinare in modo sapiente: l’offerta didattica, lo studio dei manuali e i temi di attualità che interessano il Costituzionale”. Di fatto, ogni giorno a lezione “cerco di trovare spunti di attualità affini a quanto spieghiamo in aula. Andiamo sulle pagine on line dei quotidiani e commentiamo i fatti del giorno attraverso le basi già apprese. È un lavoro che appassiona i ragazzi e permette di dare un senso concreto agli studi”. 
Il docente sono anni che, da collaboratore alla cattedra, presenzia agli esami di Costituzionale. In questo lasso di tempo ha avuto modo di rilevare le maggiori difficoltà riscontrate durante le sedute: “la criticità comune agli esami può essere ricercata nel tema delle fonti del diritto. Quest’ultimo argomento è anche il tema centrale della parte speciale. Trovo che non solo in merito all’argomento delle fonti, ma, in linea generale, sia maggiormente penalizzato lo studio mnemonico”. Al contrario, riesce bene “chi con piglio critico mette in relazione i vari Istituti e mostra una sensibilità ai temi di attualità come ad esempio il dibattito politico parlamentare che coinvolge il Paese”. La prova si svolgerà in modo tradizionale: “con un esame in doppia battuta fra me ed i collaboratori. I ragazzi forse non mi conoscono ancora bene, sono un docente molto ben disposto nei loro confronti”. Tradotto in poche parole: “Sono consapevole che mi trovo di fronte a delle matricole. Per alcuni sarà il primo esame, e qualche piccola difficoltà è comprensibile, soprattutto relativamente al lessico adoperato. Diciamo che andrò a focalizzare la mia attenzione sulla sostanza piuttosto che sulla forma verbale del colloquio”. 
Una buona percentuale di professori consiglia di affrontare questa materia per prima, onde evitare ritardi ‘pesanti’ che si andrebbero a scontrare con il secondo semestre. “Anche in questo caso ritengo che dare un esame sia una scelta soggettiva. C’è chi è più pronto a gennaio e chi, invece, è sicuro solo a febbraio. Affido la decisione alla sensibilità di ognuno. Tuttavia, vi è una convenienza spicciola da tenere presente. Costituzionale è un esame propedeutico e superare questo scoglio significa non solo aprirsi le porte del II semestre, ma anche del secondo anno”. La cattedra sta lavorando ad una chiusura corso particolare: “Non posso svelare i dettagli perché non c’è ancora nulla di stabilito. Posso dire solo che sarà un qualcosa che farà molto piacere ai ragazzi”.
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