Terza missione: Ingegneria chiede più apertura al territorio

Il prof. Alessandro Mandolini è il nuovo Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Vanvitelli. È stato eletto con la maggioranza assoluta al primo turno. Le consultazioni per designare il successore di Furio Cascetta, nominato Prorettore funzionale alla Green Energy e Sostenibilità Ambientale, si sono svolte il 15 dicembre in modalità telematica. Due le candidature, quella di Alberto D’Amore, ordinario di Scienza e Tecnologia dei Materiali, e quella di Alessandro Mandolini, ordinario di Ingegneria Geotecnica, che insegna Fondazioni ed Opere di sostegno. Il neo Direttore ha 57 anni e si è laureato in Ingegneria Civile nel 1989 alla Federico II. Ricercatore dal 1996, associato nel 2001, ordinario dal 2011, alla Vanvitelli ha già diretto il Dipartimento di ‘Ingegneria Civile, Design, Edilizia, Ambiente’ e ricoperto la carica di Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. “La mia candidatura – commenta – è nata fondamentalmente in continuità con Cascetta ed in considerazione della circostanza che posso garantire una certa esperienza, perché ho già ricoperto il ruolo di Direttore nel vecchio Dipartimento e poi sono stato Presidente della Scuola. In qualche modo ho pensato che potesse essere utile la mia esperienza in ruoli di governo”. Tante le questioni sul tappeto: “È banale dire che cercherò di migliorare le performance del Dipartimento nella ricerca e nella didattica. Non che non sia vero, che non mi ponga anche questo obiettivo, ma sono due settori nei quali stiamo già messi bene. Va già bene. C’è da lavorare di più, credo, per quanto concerne la terza missione, la connessione con il territorio. Spero che Ingegneria possa essere punto di riferimento della realtà geografica nella quale insiste e dalla quale proviene una parte consistente dei suoi studenti. È una scommessa perché a volte il territorio non si è rivelato molto aperto con noi ed è un peccato perché sia noi di Ingegneria che i colleghi di Architettura possiamo dare un grosso contributo ad Aversa e gradiremmo essere ‘sfruttati’ – mi si passi il termine – di più dalla città”. Insiste su questo punto: “Abbiamo sempre cercato una collaborazione con il territorio e spero che essa ora possa diventare migliore rispetto al passato. C’è un progetto in sospeso, per esempio, ed è quello di individuare spazi per realizzare strutture di interesse della città e dell’Ateneo. Potrebbe essere recuperato, aggiornato ed attuato con finanziamenti universitari. Un percorso da riprendere per realizzare laboratori di ricerca e didattici e strutture ricreative di varia natura e tipologia. Campi da tennis, prati, piscine. Un piccolo campus aperto alla città”.
Sul versante della didattica, una delle sfide che stanno a cuore a Mandolini è far conoscere meglio il Corso di Laurea ad orientamento professionale in Tecniche per l’edilizia, il territorio e l’ambiente. “È un percorso – spiega il docente – che nel 2020 ha trovato un suo inquadramento normativo come classe di laurea specifica, quando è stato emanato il decreto ministeriale che conferisce autonomia alle lauree ad orientamento professionale. Non siamo soddisfatti, però, della risposta in termini di iscrizioni. C’è il numero chiuso e potrebbero iscriversi fino a 50 persone, ma nel primo anno di attivazione abbiamo avuto sette studenti. Meno ancora nel secondo anno di vita. Certamente la contingenza difficile che tutti stiamo attraversando ha fortemente limitato la possibilità di far conoscere questa proposta formativa agli studenti delle scuole superiori, che sono il naturale serbatoio di iscritti al quale attingere. Bisognerà appena possibile trovare il modo di divulgare meglio le potenzialità di questa laurea, che credo possa rappresentare una buona opportunità di inserimento lavorativo. Tra secondo e terzo anno c’è una fortissima componente di tirocini in aziende e la proposta didattica nasce proprio dalla intesa con le realtà produttive. Sono lauree approvate con la previsione che l’ottanta per cento dei laureati debba essere assunto entro un anno dalle aziende che hanno ospitato i tirocinanti. Se salta questa condizione, il Ministero le chiude. Per questo è una scommessa forte e va consolidata e rilanciata”. Numeri più consistenti sono quelli del Corso di Laurea Magistrale in Energia ed Ambiente. “Va abbastanza bene – dice il prof. Mandolini – perché conta una trentina di immatricolati all’anno, pur non avendo a monte una specifica Laurea Triennale di riferimento”. Ingegneria Gestionale “è nata quest’anno, siamo al primo semestre e non ha senso ora un bilancio”.
Con 109 professori per circa 2000 studenti il Dipartimento non presenta gravi carenze sul versante dell’organico dei docenti. “Lo scorso anno abbiamo avuto nuovi ingressi in Ingegneria civile con Ingegneria sanitaria ambientale. Ha vinto il bando Antonio Panico e ci darà una mano dal secondo semestre. Aspettiamo di conoscere la disponibilità delle risorse per vedere se possiamo sanare altre piccole lacune”. Capitolo spazi: “Gli studenti giustamente vorrebbero più aule studio e aree dove socializzare. Io come Presidente della Scuola riservai loro l’ex buvette e divenne uno spazio autogestito. Ora stiamo per acquisire altri mille metri quadrati nella struttura che ospita il Dipartimento, la Real Casa dell’Annunziata, grazie al completamento di lavori avviati nel 2015. Potrebbero diventare laboratori e magari gli ex laboratori diventeranno spazi studenteschi. Relativamente alle aule, non abbiamo carenze particolari anche perché due anni fa è stato inaugurato il nuovo aulario di via Torretta”.
Fabrizio Geremicca

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