Una Facoltà di fascino e stimolante

Chi intraprende la carriera universitaria potrebbe, “pensando ad una scelta per il proprio futuro, considerare Scienze Politiche come una Facoltà anacronistica, superata di fatto dall’Economia, dall’Ingegneria (spesso troppo specializzata) e dall’Informatica, ma nella realtà, invece, la nostra Facoltà conserva il fascino della potenza delle parole e la capacità di farci rendere conto di come si svolgono quei grandi processi che fanno la storia di intere nazioni e dei loro popoli”, afferma  Angela Finestra, Presidente neoeletta del Consiglio degli studenti. “Con questa Facoltà uno studente maturerà una visione d’insieme per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione amministrativa di uno Stato e si renderà conto nel contempo di quanto è difficile tenere le redini e gestire le risorse globali di un grande insieme di forze politiche, economiche e sociali, in un contesto divenuto oramai globalizzato e che è costantemente in cambiamento”. Angela conclude: “la nostra è una Facoltà a dimensione d’uomo: sono circa 4000 gli iscritti”.
“La nostra è una Facoltà stimolante e completa, che si adatta alla maggior parte delle richieste professionali della società odierna – dice Marcello Framondi, studente del Corso di Laurea Specialistica in Scienze della Pubblica Amministrazione – In una situazione come quella attuale, in cui il mercato del lavoro è sempre più flessibile, un tipo di preparazione come quella che si ottiene da noi rende il nostro percorso molto motivante. Inoltre, il rapporto tra docenti e studenti è molto valorizzato: ci viene dato spazio, nel senso che i professori riconoscono le nostre attività mettendole sempre al centro dell’attenzione”.
Ovviamente, non sono tutte rose e fiori. Le note dolenti segnalate dagli allievi riguardano per la maggior parte l’inadeguatezza delle strutture, oltre ad alcuni problemi burocratici. “Non è una lamentela generalizzata, ma rivolta in maniera specifica al nostro ufficio di segreteria – prosegue Framondi – Non chiediamo cose irrealizzabili, ma solamente un servizio che sia efficiente. La questione delle aule piccole resta un punto interrogativo: spesso, purtroppo, si è costretti a seguire le lezioni in piedi”. 
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