Work in progress per il Laboratorio di Colture cellulari

Un investimento di oltre trecentomila euro per incrementare lo spazio di lavoro dei ricercatori e accrescere in numero e apporto tecnologico le apparecchiature a disposizione di studiosi e laureandi. Work in progress a  Farmacia per il nuovo Laboratorio di Colture cellulari. A seguire i lavori sono le professoresse Rita Santamaria, associato di Biochimica, e Rosaria Meli, che insegna Farmacologia. La prof.ssa Meli: “Si tratta di un laboratorio dove sarà possibile effettuare studi su linee continue e primarie da tessuti animali o umani”. Uno spazio di ricerca che, come spiega la prof.ssa Santamaria, “è superiore rispetto a quello attuale perché è più grande, in linea con le nuove normative e dotato di attrezzature più performanti”. Al momento gli operai sono alle prese con “le strutture e il sistema di filtraggio dell’aria che deve essere molto sofisticato”. Lavorano in ambienti svuotati degli arredi del laboratorio preesistente, depositati per ora sotto uno dei gazebo esterni, normalmente utilizzato dagli studenti per lo studio o la pausa pranzo. Questa prima fase dei lavori dovrebbe concludersi prima dell’estate. Poi si passerà alle attrezzature. La prof.ssa Meli evidenzia la crescita rispetto al passato: “nel vecchio laboratorio avevamo quattro cappe a flusso laminare (necessarie per lavorare in condizioni di sterilità). Adesso salgono a sette. Gli incubatori passano da due a quattro, mentre i microscopi da uno a tre”. Quantità, ma non solo: “i fondi ai quali abbiamo attinto come Dipartimento di Eccellenza ci hanno permesso di implementare le apparecchiature di base, ma anche di upgradare il laboratorio, visto che sarà acquistato un microscopio confocale e un analizzatore che consentirà di studiare in tempo reale il metabolismo cellulare”. Budget investito: “250mila euro per le apparecchiature e centomila euro per la struttura”, provenienti in parte da fondi di Ateneo e in parte dai finanziamenti destinati ai Dipartimenti di Eccellenza: “nel 2015 abbiamo ricevuto dall’Ateneo un finanziamento di circa centomila euro per il miglioramento dei laboratori. Sarebbe potuto bastare. È chiaro che il premio di eccellenza ci ha permesso di fare un salto di qualità”. Porte aperte anche agli studenti, previa adeguata formazione. Su questo, la prof.ssa Santamaria chiarisce: “è un laboratorio di ricerca, non didattico. È importante preservare la sterilità degli ambienti, per non inquinare la coltura, per questo l’accesso è limitato ai ricercatori più esperti nel lavorare in vitro. Potranno frequentarlo gli studenti interni impegnati in una tesi sperimentale in materie biologiche, ma solo dopo un’opportuna preparazione teorica e pratica”. Si sofferma sui benefici alla ricerca la prof.ssa Meli: “l’implemento della strumentazione offre la possibilità di portare avanti studi più sofisticati e di migliorare non solo la ricerca, ma anche la qualità di vita del ricercatore che, se privo di apparecchiature, è costretto a spostarsi altrove. Avere la possibilità di sviluppare tutto il lavoro in sede ci agevola perché non perdiamo tempo”. Non resta che attendere la consegna definitiva che, secondo la prof.ssa Santamaria, dovrebbe avvenire, come da programma, “tra settembre e ottobre, credo sia fattibile”. Più cauta la prof.ssa Meli: “credo che avremo le chiavi del laboratorio completo di apparecchiature per Natale. E se fosse così, sarei contenta. Siamo cresciuti numericamente, quindi in laboratori piccoli non lavoriamo più al meglio”.
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