Dall’ideazione del logo alla costruzione di un pendolo di Charpy

Dall’ideazione del logo alla costruzione di un pendolo di Charpy

Studenti attivi ad Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale

Iniziative e attività al Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale, DICMaPI. Ne parlano i rappresentanti degli studenti, neo-eletti nel Consiglio del Dipartimento. “I docenti – racconta Giusy Vitiello, secondo anno di Scienza e Ingegneria dei Materiali a volte ci assegnano compiti facoltativi piuttosto stimolanti. Ora, ad esempio, dobbiamo costruire un pendolo di Charpy, uno strumento da laboratorio che serve per effettuare prove di resilienza. Speriamo di presentarlo durante l’STM Day, un piccolo evento inter nos, ma comunque aperto a chi vorrà seguirci, in cui parleremo di scienza e tecnologie dei materiali nella vita di tutti i giorni, insieme ai docenti dell’omonimo insegnamento. Dovrebbe tenersi verso metà giugno”.

All’insegnamento è connesso “un laboratorio molto interessante, uno dei più caratteristici del nostro Corso, nell’ambito del quale ci stiamo occupando di comportamento meccanico dei materiali, prove di compressione su geopolimeri sintetizzati da noi, analisi di immagini al microscopio, analisi di porosimetria. Piace anche perché ci porta nel vivo della nostra disciplina”. Ancora sul Corso: “Quest’anno sono stati introdotti i tutorati per la maggior parte degli insegnamenti del primo anno, come Chimica, Fisica, Analisi II, oltre al consueto Analisi Matematica I”.

Per un ulteriore miglioramento, “si potrebbe rimodulare un po’ il carico didattico. Molti insegnamenti sono organizzati in moduli, tenuti da docenti diversi, che si configurano come esami a sé con un voto unico alla fine. Noi, per fortuna, non siamo vincolati a sostenere i moduli del singolo esame nella stessa giornata, ma magari qualche accorpamento snellirebbe lo studio”. Il suo non è un Dipartimento dai grandi numeri “e questo favorisce il rapporto con i professori e le iniziative comuni. Pochi mesi fa, per dirne una, abbiamo lavorato in gruppo sul logo. Ne abbiamo ideato una versione proprio carina, con la sigla inserita all’interno di esagoni insieme ad alcuni simboli caratterizzanti l’Ingegneria Chimica e dei Materiali. Questo disegno è stato stampato sui gadget distribuiti in occasione dell’ultimo Open Day”.

In Dipartimento, prosegue, Mattia Siviero, iscritto alla Magistrale in Ingegneria dei Materiali, “i docenti sono sempre attivi nel proporci opportunità e nel metterci in contatto con le aziende. Di recente, ad esempio, è intervenuto il CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, che ci ha presentato delle nuove posizioni di tirocinio e di dottorato in collaborazione con l’università”. Su Ingegneria dei Materiali: “È stata apportata qualche piccola modifica al piano di studio per una migliore distribuzione del carico didattico. Il secondo semestre del secondo anno, tuttavia, resta ancora denso, in concomitanza con la stesura della tesi sperimentale”.

Anita Lampitelli interviene su Ingegneria Chimica: “Al secondo semestre del terzo anno siamo impegnati con un laboratorio in cui apprendiamo l’uso dei software Aspen ed Excel. Attualmente, come compito d’esame, ci è stato assegnato lo studio di un impianto per la produzione di etanolo”. “Questi laboratori – prosegue Giuseppe Martorellisono stati introdotti da pochi anni. Sono validi, ma forse andrebbero incrementati in termini di ore. Altra cosa che bisognerebbe proporre è qualche organizzazione studentesca, ad esempio sul modello di Unina Corse, incentrata sulle attività pertinenti l’Ingegneria Chimica e dei Materiali, in modo da permettere un affinamento delle nostre skills specifiche”.
Carol Simeoli

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