Esperienza laboratoriale per 120 laureandi, “un respiro corale di tutto il Dipartimento”

Esperienza laboratoriale per 120 laureandi, “un respiro corale di tutto il Dipartimento”

Architettura: i lavori saranno esposti dal 10 giugno fino all’inizio del prossimo anno accademico

Dal 5 al 9 giugno circa 120 studentesse e studenti dell’ultimo anno dei Corsi di Laurea in Scienze dell’architettura, Architettura quinquennale e Progettazione architettonica saranno impegnati contemporaneamente in vari laboratori dal mattino al pomeriggio inoltrato. Il dieci giugno, poi, i prodotti di quest’attività saranno esposti nel Dipartimento. “L’iniziativa – dice il prof. Nicola Flora, Coordinatore del Corso di Laurea Triennale, docente di Progettazione, che per primo ha lanciato la proposta, poi condivisa dalle prof.sse Maria Cerreta e Marella Santangelo, al timone degli altri due Corsi – è nata dall’idea e dalla volontà di fornire agli studenti degli ultimi anni che si apprestano a discutere la tesi l’opportunità di esperienze laboratoriali intensive. Una sorta di anticipazione di quello che probabilmente andranno poi a svolgere negli studi professionali dopo il conseguimento della laurea”.

Sono stati coinvolti nell’avventura docenti di tutte le aree disciplinari – progettazione, restauro, urbanistica, solo per citarne alcune – e numerosi dottorandi. “Sarà una settimana di lavoro intenso”, prevede Flora. Quella dei workshop e delle attività di laboratorio non è certo una novità, ma una tradizione consolidata ad Architettura. “La peculiarità di questa iniziativa – precisa però il professore – è che nasce dalla collaborazione dell’intero Dipartimento. La partecipazione di tutti e l’interdisciplinarietà dei temi che sono stati individuati sono il valore aggiunto. Contiamo di ripetere questa esperienza anche in futuro, magari in momenti differenti dell’anno accademico. Per ora partiamo e vediamo come andrà”.

Circa 120, si diceva, gli studenti che si sono iscritti alle attività, le quali frutteranno quattro crediti formativi ad ognuno. “La platea potenziale era di 240 ragazze e ragazzi, se consideriamo tutti quelli che sono all’ultimo anno dei tre Corsi di Laurea. Circa la metà ha aderito alla nostra proposta. Non è male e sono numeri tali da consentire ai docenti ed ai dottorandi impegnati nei laboratori di seguire bene ogni studente impegnato nelle attività. In questo tipo di didattica è essenziale”. Sabato 10 giugno i pannelli dei progetti frutto dei laboratori saranno montati negli spazi comuni del terzo e quarto piano della sede di Via Forno Vecchio 36, sotto il coordinamento dei docenti.

La mostra resterà aperta fino all’inizio del nuovo anno accademico. “Teniamo molto – sottolinea Flora – a rendere visibile e valorizzare ciò che si fa e si produce nelle classi. Non eravamo abituati a tenere i materiali di progetto negli spazi comuni, ma le cose ora stanno cambiando. Gli ultimi due Direttori del Dipartimento hanno incrementato l’utilizzo degli spazi aperti e coperti, che sono diventati luoghi da vivere”.

Tra i temi dei laboratori che impegneranno gli studenti: la progettazione di un capanno leggero in legno ed acciaio da collocare a Capodimonte (un’area di aranceto adiacente alla chiesa dell’Immacolata), eventualmente removibile, finalizzato ad ospitare in maniera temporanea e per brevi periodi di tempo artisti ospiti di associazioni e istituzioni; la sistemazione dello scavo delle Mura greche di Piazza Bellini affrontando le questioni della protezione dell’archeologia e della sua accessibilità; la progettazione dei modelli di alcuni ‘costumi plastici’ che rappresentino ‘uomini della folla’ travestiti da città di Napoli; i rilievi su una masseria del ’600 e su un edificio allo stato di rudere, con l’obiettivo di capirne il funzionamento, restituirli graficamente, individuarne ed interpretarne i dissesti e le forme di degrado. “Gli spunti non mancano – conclude Flora – ed il lavoro che attende docenti, dottorandi e studenti è impegnativo. Sarà come un respiro corale di tutto il Dipartimento e aiuterà a creare quello spirito di squadra, quel senso di comunità e di appartenenza che sono molto importanti all’interno di una scuola di Architettura”.
Fabrizio Geremicca

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