Il greco antico non fa sconti a nessuno: chi arriva a Lettere Classiche senza averlo mai conosciuto e chi lo ha studiato ma con lacune da colmare si ritrova sullo stesso banco in occasione del corso intensivo di grammatica. Destinato alle matricole, è aperto anche agli studenti di tutte le Triennali. Venti ore di lezione, cominciate il 7 settembre e in programma fino al 30. Si parte dall’alfabeto e dalla fonetica, in aula si alternano spiegazioni ed esercitazioni sui testi, così da far prendere confidenza con la lingua fin da subito.
“Il nostro impegno è un messaggio di inclusione – racconta la prof.ssa Adriana Beneduce, che quest’anno tiene il corso – per chi magari è spaventato perché non ha frequentato il liceo classico, o un liceo in generale, e teme di dover affrontare esami di lingua greca. Qui ha invece l’opportunità di cominciare davvero daccapo”. Sono 45 gli studenti che hanno aderito al corso, una platea “tutt’altro che omogenea”. Proprio per questo “le prime lezioni sono le più importanti perché servono anche a far emergere livelli e difficoltà diverse, così da calibrare man mano l’andamento delle lezioni”, spiega Beneduce, che assicura: “Restiamo sempre a disposizione del singolo”.
Il percorso si inserisce inoltre in un’offerta più ampia, pensata per accompagnare le matricole nei primi passi universitari. “Accanto alle 20 ore dedicate al greco sono previste altre 20 ore di grammatica latina, affidate alla prof.ssa Raffaella Izzo. Le attività vengono organizzate anche in collegamento con il corso di base di Storia, dedicato alla periodizzazione e ai luoghi della storia antica”, spiega ancora Beneduce che sottolinea lo sforzo organizzativo alle spalle: “Abbiamo cercato di costruire un calendario che permetta agli studenti di seguire i diversi corsi senza sovrapposizioni”. Ma venti ore, ammette la docente, non bastano per arrivare spediti agli esami di lingua antica: “Il corso da solo sicuramente non basta, perché è un’introduzione e le ore a disposizione sono poche”.
Il lavoro dovrà proseguire durante tutto l’anno, con ulteriori attività di supporto: “Cerchiamo di consolidare soprattutto il metodo, in modo tale che poi gli studenti nel proprio percorso possano procedere autonomamente”. Soprattutto per chi parte da zero, dunque, non ci sono scorciatoie: “È una questione anche di esercizio, di abitudine, di entrare effettivamente nella lingua, che è una lingua nuova e difficile. C’è bisogno semplicemente di tempo”. Il nodo più duro, osserva la docente, resta il sistema verbale: “Penso che gli studenti abbiano particolari difficoltà soprattutto con le coniugazioni verbali; il sistema verbale greco è particolarmente articolato”.
A complicare le cose è anche un metodo di studio troppo legato alla memoria: “Si è erroneamente abituati a imparare a memoria e quindi si fa uno sforzo eccessivo, non si comprende, invece, che attraverso la riflessione sulla morfologia si riesce a superare questa difficoltà iniziale con molta più calma”. Questo, il vero valore del greco, che va oltre il singolo esame. Chiude Beneduce: “In una quotidianità fatta di tempi sempre più rapidi, la lingua antica costringe a rallentare, a osservare, a capire; e con la pazienza si può riuscire a penetrare anche nel pensiero di autori lontani nel tempo ma che continuano a parlarci oggi, più vivi che mai”.
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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 20







