Nativi digitali, sensibili alle tematiche ambientali, attratti dallo spazio: le nuove leve di Ingegneria

Nativi digitali, sensibili alle tematiche ambientali, attratti dallo spazio: le nuove leve di Ingegneria

Sono un mix di entusiasmo, aspirazioni e voglia di mettersi alla prova le nuove leve di Ingegneria. Ateneapoli le ha incontrate il 5 settembre a Piazzale Tecchio in occasione della giornata di accoglienza delle matricole. Per loro una sorta di ‘primo giorno di università’ che ha anticipato di poco l’inizio delle lezioni dell’11 settembre. Alessia e Flora sono cariche. L’una ha scelto Ingegneria Biomedica, perché interessata al mondo dei dispositivi tecnologici preposti alla cura della persona, l’altra Informatica, nel cui ambito approfondirà il filone della cyber security, ed entrambe dichiarano di “essere affascinate dagli aspetti più umani delle scienze, anche per motivazioni personali”. Le due studentesse sembrano affiatate eppure si sono appena conosciute: “Ad Ingegneria siamo in tanti e questo ci rassicura. L’inizio di un percorso lungo, importante e difficile spaventa sempre e, all’interno di aule così grandi quali quelle universitarie, rincuora vedere di non essere soli”.

Ad Ingegneria Roberta Vitiello si sente a casa: “Mi piacciono le materie scientifiche perché ci aiutano a comprendere e razionalizzare i fenomeni complessi. Io poi mi sento portata per la matematica e la logica e infatti a scuola ho partecipato a più riprese ai giochi di matematica che si tenevano presso la Bocconi, cavandomela piuttosto bene”. Fa il paio un certo interesse per l’economia “ed ecco perché ho optato per il ramo Gestionale. Ha giocato d’anticipo: “Mi sono immatricolata presto, ho spulciato il piano di studi alla ricerca degli esami più interessanti e studiato gli orari appena sono usciti. Poi ho visitato le sedi, sia a Fuorigrotta che a Napoli Est. Vivendo a Scafati seguirò al complesso di San Giovanni. Appena l’ho visto dal vivo sono rimasta a bocca aperta: è immenso, bellissimo, ancora più che in foto”.

Francesco Di Meo è ‘figlio d’arte’: “I miei genitori sono ingegneri informatici. In casa si parla a ripetizione di intelligenza artificiale, cyber sicurezza, tecnologie di frontiera. La scelta di seguire le loro orme è stata naturale”. Ma niente illusioni: “So che dovrò superare molti ostacoli, quindi sono un po’ in ansia. Ho sostenuto il Tolc per valutare le mie conoscenze basilari e per fortuna è andato bene, ma mi chiedo se reggerò il ritmo. Comunque mi conforta sapere che oggi l’università ci mette a disposizione i tutoraggi e altre forme di sostegno in caso di difficoltà”.
Federica Manfredelli ha deciso di coltivare la sua natura artistica sul doppio fronte tecnico-umanistico, puntando su Ingegneria Edile-Architettura: “Il piano di studi è ricchissimo e tocca tutte le mie passioni. Il disegno, ad esempio, a cui mi dedico nel tempo libero. Ho iniziato da autodidatta, ma vorrei perfezionare la mia tecnica. Poi mi piacciono l’architettura, infatti non vedo l’ora di cimentarmi nei laboratori di composizione architettonica, e la storia dell’arte”. Ma per cominciare ci saranno analisi, fisica, geometria. “Lo so – risponde con un sorriso – lo Scientifico mi ha dato delle buone basi”.

Anche Anna Albano ha trovato una piena corrispondenza tra i suoi interessi e il Corso d’elezione: “Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio visto che ho a cuore le tematiche ambientali e infatti sto pensando di cominciare il volontariato in questo campo. Io abito a Torre Annunziata dove, per dirne una, c’è un meraviglioso litorale che purtroppo è in preda al degrado e andrebbe decisamente curato”. Amante della natura sin da bambina, “negli anni della scuola ho approfondito la storia della Terra della Fuochi e il problema dei rifiuti che ci affligge da anni. Oggi per fortuna si sta dando sempre più credito alle tematiche ambientali, in Italia come in Europa. È una delle sfide del futuro e io voglio acquisire gli strumenti giusti per affrontarla”.

Continuo a perdermi, sono una frana – scherza Roberta Espositoe non sono ancora andata a Via Claudio dove, mi dicono, ci sono varie aule studio e biblioteche in cui fermarsi per ripassare la lezione o fare quattro chiacchiere. Di Piazzale Tecchio, comunque, mi piace molto il giardino interno. Credo diventerà uno dei miei posti preferiti”. Si immatricolerà ad Ingegneria Gestionale: “Un cambio di rotta rispetto al liceo classico, ma ormai ho capito che gli studi umanistici non fanno per me. Preferisco un campo più applicativo, tant’è che vorrei lavorare in un’azienda”. Anche lei è pronta a partire con il piede giusto: “Ho studiato i programmi degli insegnamenti del semestre in modo da avere un’idea di cosa i docenti spiegheranno di volta in volta. Seguirò tre giorni a settimana, di cui un giorno fino al tardo pomeriggio. Il tempo per studiare non mancherà”.
Antonio Cacciuni, invece, si è posto nel solco degli studi scolastici: “Arrivo da un istituto tecnico di informatica e telecomunicazioni e mi interessa Ingegneria delle Telecomunicazioni e dei Media Digitali. Lo scoglio che intravede: “Analisi, forse Fisica. Sono propedeutici per le materie di indirizzo del triennio. Spero di non bloccarmi durante il percorso”.
Claudio Vitale si muoverà su un duplice binario: “Frequenterò Ingegneria Aerospaziale perché, dai, chi è che non ha la passione per lo spazio? Chi di noi non si è mai chiesto cosa ci sia oltre le stelle? L’obiettivo numero 1, però, è entrare nelle forze armate, quindi terrò d’occhio i vari concorsi. Se dovessi riuscire in questo intento mi impegnerò comunque per portare a termine gli studi in modo da poter utilizzare il titolo per avanzare nella carriera”. Mente analitica e ragionamento improntato al problem solving dalla sua parte: “sono fiducioso. Tutte noi matricole condividiamo le medesime paure e aspirazioni, ma voglio credere che troverò il mio posto nel mondo”.

Un plauso alle sedi di via Claudio e Piazzale Tecchio: “Le conoscevo già grazie ad alcune iniziative di orientamento. Ero entrato anche in qualche laboratorio per assistere a piccoli esperimenti e i professori ci avevano spiegato che Ingegneria ha una forte componente pratica. Spero sia così sin dal primo anno”. È difficile, per una matricola, guardare al futuro. La conclusione della scuola apre un mondo di possibilità “ma mi chiedo se a quest’età e con così poca conoscenza del mondo del lavoro, sia possibile scegliere consapevolmente. Mi sembra di non disporre degli strumenti giusti”, è il commento di Alfonso Massaro.
Si trova ancora nel limbo degli indecisi, “e il tempo stringe”, e nel mentre ripassa i piani di studio. “Ingegneria – dice – si dirama in tanti Corsi, tutti dagli sbocchi interessanti. Mi ha colpito, in particolare l’area civile, finora un po’ ai margini dei miei interessi. Credevo fosse antica e invece, proprio grazie agli orientamenti, sto scoprendo che è molto tecnologica e al passo con i tempi. Ci farò un pensierino”.
Carol Simeoli

- Advertisement -

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here






Articoli Correlati