Nuova denominazione, soppressione del tirocinio post lauream, quattro curriculum per la Magistrale in Psicologia

Nuova denominazione, soppressione del tirocinio post lauream, quattro curriculum per la Magistrale in Psicologia

La Laurea diventerà abilitante dal prossimo anno accademico

Dal prossimo anno accademico, la Laurea Magistrale in Psicologia diventerà abilitante. Questo il tratto principale della riforma di ordinamento che consentirà, attraverso un tirocinio pratico-valutativo di 750 ore da svolgere al secondo anno, di iscriversi direttamente all’Albo degli psicologi, passando attraverso un test valutativo interno relativo alle competenze raggiunte sul campo prima della tesi e non più tramite il cosiddetto Esame di Stato post lauream.

Una vera e propria rivoluzione, anche dal punto di vista didattico, che produrrà un risultato ben preciso: “si accorcerà il percorso perché dopo il biennio gli studenti saranno già abilitati ad esercitare la professione”, ha spiegato ad Ateneapoli la prof.ssa Daniela Caso, Coordinatrice del Corso, che dal 2023/24 si chiamerà Psicologia Clinica e dell’Intervento nei contesti Sociali e dello Sviluppo. Superati tutti i passaggi burocratici necessari – il Cun ha approvato la riforma lo scorso aprile – dopo una lunga concertazione che ha visto il Coordinamento didattico ottemperare agli obblighi legislativi, interfacciarsi con le rappresentanti degli studenti Giovanna Sgammato e Simona Totaro“abbiamo prestato molta attenzione alle loro istanze, anche durante le lezioni in aula”, ancora la docente – e i vertici dell’Ordine degli Psicologi della Campania, che ha costituito una commissione interuniversitaria coinvolgendo tutti gli Atenei campani per garantire uniformità ai tirocini.

“Il processo è stato lungo e faticoso. A questo punto bisogna solo aggiornare il bando, che in genere viene pubblicato a fine luglio, con i nuovi criteri. Nel frattempo vorremmo organizzare una giornata di presentazione del Corso”. Ma veniamo alla sostanza dei cambiamenti. Innanzitutto, va sgomberato il campo dal dubbio test di ingresso: “Alla Magistrale non c’è: verrà valutata la media voti degli studenti”. Buone notizie anche per chi avrà conseguito una Triennale diversa da Psicologia: “ci si può iscrivere, ma bisogna aver ottenuto 88 Cfu in ambito psicologico”. Sulla struttura generale della riforma, Caso ha spiegato che, diventando una laurea abilitante, i ragazzi non dovranno più svolgere l’anno di tirocinio post lauream di mille ore (cioè un anno, ndr), che consentiva di sostenere poi l’Esame di Stato per iscriversi all’Albo e abilitarsi”.

Anche sul fronte didattico, grosse novità. Si passa dagli attuali due curricula a ben quattro: “l’idea è di poter immaginare psicologi in grado di esercitare la professione in una varietà di contesti”. I percorsi a scelta dello studente saranno: Contesti clinici e della salute; Valutazione e intervento nei contesti educativi e formativi nel ciclo di vita; Interventi per le istituzioni, le comunità e il lavoro, sul quale gli studenti pare abbiano spinto molto; Valutazione e intervento tra psicologia dinamica e neuroscienze clinicosperimentali.

Altra parte della riforma di importanza capitale, il tirocinio pratico-valutativo di 750 ore. Sarà svolto a partire dal secondo anno: 16 Cfu andranno conseguiti all’esterno, ovvero presso strutture convenzionate con l’Università (scuole, Asl, ecc.), per “stabilire un collegamento tra teoria e pratica”. E, soprattutto, aggiunge la docente, “i tirocini saranno agganciati alle determinate aree scelte dai ragazzi, al fine di garantire coerenza al percorso. Inoltre, presso ogni ente convenzionato, deve esserci almeno uno psicologo abilitato al fine di potersi iscrivere all’Albo”; gli altri 4 Cfu, invece, andranno conseguiti internamente, attraverso attività laboratoriali svolte accanto a professori abilitati da almeno tre anni.

Dopo l’esercizio delle competenze sul campo – e prima della tesi – ci sarà una prova valutativa (tempi e modi ancora tutti da stabilire, in accordo con l’Ordine regionale), durante la quale gli studenti dovranno dimostrare di poter esercitare la professione. Altro inciso, al quale Caso tiene: “sarà rilevante pure la conoscenza del codice deontologico, che gli psicologi sono tenuti a seguire”. La riforma dell’ordinamento è ufficiale, non resta che aspettare il prossimo anno accademico per testarne la tenuta.
Claudio Tranchino

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