Piano di studi, i primi passi per scegliere bene: non “sottovalutare le proprie ambizioni” e “incuriosirsi”

L’arco di tempo che va dal 20 ottobre al 10 gennaio è segnato in arancione sul calendario degli studenti de L’Orientale: è il periodo utile per presentare il piano di studio. Che, a differenza della maggior parte degli Atenei, nei pressi di Palazzo Giusso ha una grande peculiarità. Sono gli iscritti a doverlo redigere e consegnare, obbligatoriamente. E ogni anno va confermato o modificato. Dunque, scegliere una delle tante Triennali a disposizione non basta, bisogna sviluppare fin da subito senso critico e muoversi in autonomia per costruire un percorso che calzi a pennello. La domanda è: come farlo? Dove si reperisce la bussola per orientarsi? Alla questione – che non ha una risposta univoca – rispondono il prof. Michele Gallo, Delegato all’Orientamento, e Roberta Aiello, 24enne iscritta a Lingue e Culture comparate nonché rappresentante degli studenti al Polo Didattico. Entrambi i punti di vista per una visione più ampia possibile. “I punti di riferimento di partenza – afferma Gallo – sono il Coordinatore del Corso di Laurea e i Tutor didattici. In secondo luogo, non bisogna affatto sottovalutare le proprie ambizioni, le passioni. Anzi, vanno sfruttate per preparare un percorso in funzione di un possibile futuro occupazionale che si ha in mente”. E perché no, provare a capire quale docente stimoli maggiormente, “quale metodo utilizza, se fa al proprio caso o no, seguire anche più corsi del dovuto, per arricchire il proprio bagaglio”. Tuttavia, la vera svolta nella costruzione del piano potrebbe essere un elemento assai più immediato: “vivere e frequentare la comunità universitaria, confrontarsi con colleghi più grandi. Ecco, oltre ai canali istituzionali, dove lo studente può trovare caratteristiche degli insegnamenti, curriculum dei docenti, contenuti, programmi, quelli non ufficiali tornano altrettanto utili. Un pericolo, però, in questa grande concessione di autonomia, c’è. “Il costo da pagare è il non riuscire sempre, in termini di orario delle lezioni, a raggiungere un’organizzazione perfetta”.

Roberta conferma quanto consigliato da Gallo – “il consiglio principale che posso dare è prendersi un momento per ambientarsie capire quali corsi piacciono prima di compilare l’autocertificazione: tutti i corsi sono pubblici, sono reperibili informazioni sui programmi e sui libri, sulle pagine personali dei docenti” – ma aggiunge, con semplicità, che a volte è “una pura questione di feeling”. Cioè, argomentando, “se non si hanno idee chiare per la Magistrale, e quindi non si prepara un piano di studi strategico – alcune Magistrali chiedono crediti specifici per l’accesso – provare e incuriosirsi è il primo passo. Se, invece, si hanno già le idee chiare, è bene controllare i regolamenti didattici dei Corsi di Laurea Magistrale e compilare un piano di studi strategico che faciliti l’accesso. A L’Orientale il piano di studi si può modificare ogni anno dal periodo di ottobre a quello di febbraio, quindi la possibilità di scelta è pressoché totale”. Dunque, tanta libertà nella costruzione del curriculum, a tal punto che “una laurea in Comparate può essere molto diversa tra uno studente e l’altro a seconda delle scelte”. Ricordando il primo piano di studio approntato, Roberta racconta che è quello “il momento in cui ci si sente davvero studenti universitari per la prima volta”.

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