Corrado Cuccurullo, un professore universitario candidato a sindaco

“A Torre Annunziata c’è la criminalità, ma non è una città criminale”

Università ed elezioni. Dopo Sergio Ulgiati, docente in pensione alla Parthenope – dove però segue ancora tesisti e progetti di ricerca – il quale si è candidato alle Europee in programma a giugno con Alleanza Verdi Sinistra, c’è un altro professore che affronta la sfida delle urne – ma per le amministrative – tra qualche settimana. È Corrado Cuccurullo, che insegna Corporate Governance nel Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management dell’Università Vanvitelli e tiene anche i corsi di Ragioneria ed Economia Aziendale e di Business Valuation alla Federico II. “Sono strutturato alla Vanvitelli – precisa – ma in virtù di una convenzione tra i due Atenei insegno anche nell’Università federiciana”. Cuccurullo ha 50 anni e vive a Torre Annunziata. Si è candidato a sindaco con il centrosinistra.
Proviene da altre esperienze politiche? “No, questa è la prima. Mi sono candidato perché sono convinto che per la mia generazione sia venuto il momento di farsi carico di questa città. Torre Annunziata attraversa una fase molto difficile e viene da una storia travagliata: la crisi economica, che non è stata risolta dal contratto d’area, si è esasperata ed è diventata crisi culturale e sociale”.
Come hanno commentato in Ateneo la sua decisione? “Qualcuno è rimasto spiazzato, poi abbiamo parlato e ha compreso. Altri mi hanno detto che la mia è una scelta coraggiosa e si sono mostrati disponibili a rassicurarmi e a sostenermi moralmente. Quando c’è stato ad inizio maggio l’episodio delle scritte offensive e minacciose all’ingresso della sede del Pd di Torre Annunziata non pochi colleghi universitari hanno voluto chiamarmi per esprimere solidarietà”.
I suoi studenti che cosa le hanno detto quando hanno saputo che si sarebbe candidato a sindaco? “In questo semestre non ho corsi e non sono impegnato nella didattica. Non ho avuto contatti diretti. Sui social, però, ho ricevuto stima ed incoraggiamento da alcuni miei ex studenti, con i quali ho mantenuto legami e contatti”.
La sua esperienza di docente potrebbe essere utile se sarà eletto? “Penso che la mia attività di docente e di ricercatore mi offra una prospettiva interessante dalla quale guardare la realtà e che possa tornare utile anche nell’attività amministrativa. La didattica mi avvicina ai giovani. L’attività di ricerca – sono cofondatore anche di uno spin off – mi spinge sui temi dell’innovazione. L’attività di docenza e ricerca, d’altronde, mi è stata utile anche quando ero al vertice di Soresa, la società della Regione Campania che si occupa della Sanità, e mi sono trovato ad affrontare la bufera della pandemia”.
È utopia immaginare che una sede universitaria possa trovare spazio a Torre Annunziata? Portici è storicamente legata ad Agraria. A Bacoli, da un anno circa, Villa Ferretti è gestita dall’Ateneo federiciano. “A Torre Annunziata abbiamo la Fondazione ITS-Mobilità Sostenibile Trasporti che ha come soci fondatori quattro istituti scolastici, vari armatori, agenzie formative, il Comune, l’Università Parthenope. Sarebbe auspicabile che intorno alla risorsa mare nascessero ulteriori collaborazioni, intese, sinergie. In questo senso certamente le Università possono svolgere un ruolo molto importante di stimolo e di competenze”.
Si va al voto per il Comune dopo la gestione dei commissari prefettizi, perché l’ultimo Consiglio comunale, tre anni fa, fu sciolto per infiltrazioni malavitose. La sua città è ancora Fort Apache, il regno della criminalità e degli intrecci tra politici corrotti e camorristi al centro delle inchieste giornalistiche di Giancarlo Siani? “Avevo 10 anni quando nel 1984 ci fu la terribile strage di Sant’Alessandro e 11 quando fu assassinato Siani. Sono vicende che hanno inevitabilmente impresso un marchio alla città. In parte perdura. Io dico, però, che a Torre Annunziata c’è la criminalità, ma che non è una città criminale. Dobbiamo avere la capacità di toglierci di dosso questo marchio. Non si parte da zero perché sono già in corso forme di rigenerazione urbana avviate dagli stessi residenti. Si tratta di valorizzarle, di sostenerle e di favorirne altre”.

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Ateneapoli – n.09 – 2024 – Pagina 10

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