Beni confiscati: accordo di collaborazione Università Vanvitelli-Agenzia Nazionale

L’azione repressiva dello Stato nei confronti della criminalità organizzata si è intensificata negli ultimi anni, e con questa è aumentato il numero dei beni confiscati ai clan e alle cosche. Il problema, in questo caso, risiede nelle modalità e nei tempi di recupero del bene confiscato e nella sua rivalorizzazione. In termini più semplici, bisogna agire tempestivamente affinché non cada in disuso. Un’azione di presidio della legalità che coinvolge una fitta rete di enti e associazioni e che dallo scorso 18 ottobre vede un impegno ancor più significativo anche dell’Università Vanvitelli. È in questo contesto, infatti, che è stato siglato un importante accordo tra il Rettore Gianfranco Nicoletti e il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) Prefetto Bruno Corda. L’intesa, ha sottolineato il Rettore, ha l’obiettivo di promuovere una migliore conoscenza dell’uso sociale dei beni confiscati alla camorra, della cultura della legalità e delle regole democratiche, cioè una delle mission dell’Ateneo, soprattutto in considerazione del contesto territoriale in cui insistono la maggior parte delle sedi della Vanvitelli.

La collaborazione vede impegnato in prima linea il Dipartimento di Giurisprudenza guidato dal prof. Raffaele Picaro che già opera in un gruppo di ricerca che si occupa dei temi della legalità e dell’etica sociale, per fornire  supporto alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni in contesti territoriali difficili e ad alta densità di attività criminale. “Il Dipartimento – ha affermato il docente – è impegnato ormai da molti anni nel perseguimento di un sistema di trasparenza e anticorruzione. Questo accordo non è che l’ultimo di una lunga serie, che include anche molte convenzioni”. Nei prossimi giorni l’incontro con i vertici di Agrorinasce, associazione che si occupa di rivalorizzare i beni confiscati alle mafie sul territorio e che già da tempo vede la presenza della Vanvitelli nel proprio comitato etico. Come tutto questo può coinvolgere gli studenti emerge nuovamente dalle parole del prof. Picaro: “C’è già un accordo con il Prefetto Bruno Corda per l’organizzazione di una serie di incontri con gli studenti. Ci stiamo muovendo con grande celerità anche per la realizzazione di un piano di tirocini presso le aziende sorte presso i beni confiscati ai clan”.

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