A Scienze, laboratori didattici “bellissimi”

La Facoltà di Scienze è un polo di attrazione per un numero sempre più elevato di studenti i quali, dopo l’inaugurazione del nuovo aulario in via Vivaldi, sono riusciti a trovare una giusta sistemazione logistica. “Anche con l’aumento del numero delle iscrizioni, nell’ultimo anno accademico, non si sono verificati problemi relativi agli spazi grazie alle nuove e spaziose aule presenti all’interno del Polo Scientifico di Caserta”, come spiega la prof.ssa Antonia Lanni, Presidente del corso di laurea triennale in Scienze biologiche con la quale riflettiamo anche sulle motivazioni che spingono gli studenti a scegliere la facoltà casertana. “Qui, i ragazzi, già dal primo giorno, lavorano in laboratorio, avendo dunque un riscontro immediato di quello che studiano. Svolgono le loro esercitazioni in laboratori didattici bellissimi. In secondo luogo, noi docenti siamo molto vicini agli studenti: li seguiamo quotidianamente con prove e verifiche intercorso. In questo modo, riusciamo ad avere un buon rapporto tra il numero di immatricolati e laureati. Non sottovaluterei che la sede della facoltà è raggiungibile facilmente da coloro che vivono nelle provincie limitrofe”. E mentre le altre facoltà si preparano ad un accorpamento dei corsi, in attesa delle nuova  normativa in applicazione dal prossimo anno, sembra che la Facoltà di Scienze sia già pronta. “Il corso di laurea triennale in Scienze Biologiche prevede 24 esami, mentre la specialistica 10. Con le nuove disposizioni, gli esami dovranno essere, al massimo, 20 per la laurea triennale e 12 per la specialistica. Credo che noi abbiamo poco da cambiare. Fin dall’applicazione della formula del ‘3+2’, abbiamo scelto di non suddividere gli insegnamenti in innumerevoli moduli per agevolare lo studente il quale, nei primi tre anni, riesce a sostenere i 24 esami laureandosi, spesso, nei tempi”.
Unica pecca: il numero dei docenti che andrebbe aumentato. “Attualmente, i docenti sono sottoposti ad un elevato carico didattico che andrebbe sicuramente ridimensionato con l’ingresso di nuovi docenti”.
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