Archeologia: apprezzati dagli studenti i tirocini intramoenia in modalità digitale

L’emergenza sanitaria impedisce lo svolgimento classico dei tirocini curriculari in presenza. Il Corso di Laurea in Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio Culturale del Dipartimento di Studi Umanistici ha  scelto così di incentivare i tirocini intramoenia in modalità digitale durante i quali gli studenti seguono progetti internamente all’università. Erano proposti in questa versione già prima della pandemia, quando rappresentavano solo una possibile alternativa al tirocinio extramoenia, cioè svolto presso enti esterni, oggi costituiscono l’unica soluzione percorribile. L’ansia di molti studenti, infatti, è stata quella di veder sfumare la propria seduta di laurea nel rischio di non soddisfare i 4 crediti del tirocinio, obbligatorio per tutti i curricula. Lo spiega il prof. Stefano D’Ovidio, referente per i tirocini del curriculum Storico-Artistico: “i progetti di tirocinio digitale che abbiamo attivato vengono preparati in relazione ai lavori di tesi degli studenti, così da fornire strumenti utili anche per l’elaborato finale. Si articolano con compiti da svolgere in totale autonomia e a distanza. Un esempio è la raccolta di materiale multimediale legata agli argomenti delle proprie ricerche, o la costituzione di biblioteche digitali, o, ancora, la trascrizione di testi antichi su Napoli. Soltanto io ho una ventina di studenti, tra tesisti e non, coinvolti in tirocini di questo tipo”.
Sebbene queste attività abbiano sopperito alle esigenze di una situazione fuori dall’ordinario, la pratica presso enti come musei e gallerie resta fondamentale perché offre agli studenti una prima reale occasione di confrontarsi con il futuro mondo del lavoro e scoprire, per la prima volta, il funzionamento dall’interno di certe realtà. Per questo motivo molti ragazzi, speranzosi per queste settimane di relativa mobilità in Campania, hanno presentato nuovamente richiesta per l’extramoenia che al momento, però, resta sospesa. I tirocini in presenza sono stati portati avanti anche durante gli scorsi mesi, quando le restrizioni erano massime ma i musei rimanevano aperti. Ne sono testimonianza i progetti, dello scorso dicembre, di comunicazione digitale che due tirocinanti federiciane hanno portato avanti tramite le pagine ufficiali del Museo Archeologico di Napoli, con il titolo “I tirocini del MANN diventano social”. Tramite i canali digitali del museo, una serie di fotografie e primi piani su alcune opere, le studentesse hanno fatto conoscere in una nuova modalità l’esposizione permanente.
Il prof. Giorgio Ruberti, referente per il curriculum Cinema, Musica e Spettacolo (CMS) e per il curriculum Economico-Gestionale, fa presente lati positivi e lati negativi di una situazione, forzata, come quella attuale: “i ragazzi si trovano bene, lavorano in base all’argomento della tesi, a volte direttamente sui propri materiali. Il curriculum CMS, però, è forse quello più colpito dalla mancanza di contatti con le realtà artistiche, che in questo periodo sono comunque tutte ferme, perché per loro è un primo iniziare ad entrare in quel mondo artistico che diventerà mercato del lavoro. A differenza, invece, di curricula come quello economico-gestionale, in cui gli studenti possono pensare ad un futuro lavoro dietro ad una scrivania come qualcosa di più familiare, quasi contemplato”. D’altronde, come fa ben presente il prof. Ruberti, un importante vantaggio di questa modalità è proprio un primo approccio alle competenze di smart working che, come sottolinea il docente, “è in qualche modo l’eredità lasciata da questo ultimo anno”.
Il tirocinio interamente digitale anche per il prof. D’Ovidio ha degli aspetti positivi, ossia “la possibilità di esplorare e imparare la ricerca online, fondamentale ai fini della tesi di laurea, e l’utilizzo di programmi come Excel o Acrobat, di cui spesso diamo per scontata la padronanza da parte degli studenti, mentre in realtà sono funzionalità digitali a loro totalmente sconosciute. Il feedback degli studenti è positivo soprattutto perché nell’emergenza è stata comunque assicurata una soluzione che ha garantito loro di laurearsi, e per questo è stato indiscutibilmente importante”.
A.S.

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