Cinque sedi partner, che corrispondono a cinque curricula, per la Magistrale in Fisica

“Abbiamo sentito l’esigenza di organizzare un percorso di studi altamente performativo, che consentisse ai nostri studenti di approcciare la materia da un punto di vista più internazionale”, racconta il prof. Eugenio Lippiello, ordinario di Metodi matematici della fisica, Presidente in pectore del nuovo Corso di Laurea Magistrale in Fisica lingua inglese, attivato quest’anno presso il Dipartimento di Matematica e Fisica. Il Centro Circe della Vanvitelli “ospita spesso scienziati del panorama europeo e internazionale, e ciò contribuisce a dare un certo rilievo al Dipartimento, nonché una solida preparazione agli studenti circa le tecnologie più avanzate”. L’idea, originaria del Direttore di Dipartimento, prof. Lucio Gialanella, era quella di dare più spessore al progetto Erasmus: “gli studenti che vanno fuori seguono qualche percorso che si adatta, più o meno, al Corso di Studi italiano, ma alla fine diventa tutto molto complicato dal punto di vista burocratico. L’idea di questo nuovo Corso di Laurea è, invece, quella di sfruttare le collaborazioni di carattere scientifico già in essere, cosicché i nostri studenti possano recarsi presso gli atenei partner e viceversa, senza intoppi”. Chi si iscrive “sa che al secondo anno, nell’ultimo semestre, potrà scegliere tra cinque sedi partner presso cui recarsi, che corrispondono ai cinque ‘curricula’ in cui il Corso è articolato: Fisica nucleare e astrofisica particellare, che prevede una collaborazione con la Technical University of Munich, seconda università della Germania con la quale sono attive ormai da tempo diverse collaborazioni presso l’acceleratore di particelle presente al Circe; Fisica atomica e molecolare, in collaborazione con l’Università Niccolò Copernico di ToruÅ„, in Polonia, Ateneo famoso per essere stato fondato proprio dallo scienziato che gli dà il nome; Fisica dei sistemi complessi, in partnership con l’Università di Lisbona; Fisica ambientale, per cui siamo in attesa di formalizzare una partnership con il Centro Mediterraneo Cambiamenti Climatici (CMCC), e, infine, Fisica dell’aerospazio, quest’ultimo in collaborazione con il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), che ha sede a Capua. L’ultimo ‘curriculum’, anche se sarebbe più corretto dire ‘indirizzo’, ha suscitato grande interesse nel CIRA, per cui abbiamo deciso di inserire una ghiera di insegnamenti specificamente rivolti alla ricerca aerospaziale. Gran parte del secondo anno, sostanzialmente l’intero secondo semestre, è quindi rivolto al tirocinio presso queste realtà esterne all’Ateneo, in modo che lo studente possa specializzarsi nell’ambito che ha scelto”, chiosa il docente.
Il Corso conta attualmente sette iscritti, di cui una studentessa tedesca, che ha raggiunto la Vanvitelli dalla Technical University of Munich. “Altri studenti avrebbero voluto raggiungerci – dice Lippiello – Gli altri sei ragazzi sono invece tutti laureati presso la nostra Triennale, e da ciò si evince che siamo ancora vincolati a una realtà locale; tuttavia, nonostante non immaginiamo di raggiungere grandi numeri, ci aspettiamo una discreta crescita di questo Corso di Laurea”. Il percorso si svolge interamente in lingua inglese, “ma questo non deve spaventare. Familiarizzare con una lingua nuova può non essere semplice, ma praticandola di giorno in giorno cessa di essere un ostacolo. D’altra parte occorre tener conto che – sottolinea il prof. Lippiello – tutti i maggiori testi scientifici sono redatti in inglese ed è quindi indispensabile, presto o tardi, fare i conti con questa lingua. Il nostro Corso di Laurea prepara gli studenti anche sotto questo profilo, con il fine di formare figure professionali competenti a 360 gradi ed esportare le loro menti brillanti”. Preservare intatta la propria sete di conoscenza sembrerebbe dunque un requisito fondamentale per essere buoni fisici: “la curiosità è ciò che forse più caratterizza la figura del fisico, per questo consiglio agli studenti di non smettere mai di cercare risposte e di continuare a interrogarsi su come funziona il mondo intorno a loro. Naturalmente, per ogni dubbio, domanda o riflessione, noi docenti siamo sempre in prima linea!”.
Nicola Di Nardo

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