Gara di canottaggio, già 24 le candidature

Tra le varie iniziative che sta mettendo in cantiere l’Università Parthenope per celebrare i cento anni dalla nascita, c’è anche una gara di canottaggio in collaborazione con la Federazione Italiana che allestirà il campo di gara, i supporti di sicurezza e l’assistenza in mare. La competizione si terrà a giugno  al Circolo Savoia e riprende una antica tradizione dell’Ateneo che è quella di promuovere lo sport all’interno della comunità universitaria. Si gareggerà su un tipo particolare di imbarcazione, che si chiama Coastal Rowing e può ospitare a bordo 4 atleti. Dovrebbero scendere in acqua sei barche. È prevista una quota di partecipazione che sarà stabilita in base al numero dei partecipanti. Per gli studenti sono previste agevolazioni. Gli allenamenti dovrebbero iniziare a marzo e si svolgeranno due volte a settimana. Gennaro Bellardini, che lavora nell’Ufficio personale docente e ricercatore dell’Ateneo, è il referente per chi voglia aderire all’iniziativa. Per proporsi, bisogna inviare una mail all’indirizzo gennaro.bellardini@uniparthenope.it. “Fino a questo momento – dice Bellardini il 14 febbraio – ho ricevuto 24 candidature. L’iniziativa sta suscitando interesse e sicuramente sarà una bella cosa perché organizzata anche da un Circolo di spessore storico e sportivo. Per noi della Parthenope sarà anche l’occasione di rafforzare il legame con il mare che ha caratterizzato sin dalla nascita questa Università. La maggior parte studenti, ma si sono fatti avanti anche 5 o 6 docenti, qualche ricercatore ed alcuni tra i miei colleghi. Io stesso mi sono proposto perché mi piacerebbe vivere questa nuova esperienza. Sono sportivo, pratico il nuoto e la bicicletta, quest’ultima a livello agonistico, ma non mi sono mai avvicinato al canottaggio. Spero, come gli altri, di acquisire le tecniche di remata e tutto ciò che occorre durante gli allenamenti. C’è il piacere di fare qualcosa di nuovo”. Il Coastal Rowing – si apprende dal sito della Federazione Italiana di Canottaggio – nasce in Francia sul finire degli anni ’80 da un’idea del navigatore oceanico Gerard D’Aboville sviluppata da una commissione tecnica di cui facevano parte il monegasco Jannot Antognelli ed il marsigliese Denis Masseglia, ora Presidente della Commissione Sport per Tutti della FISA. Il punto di partenza era realizzare barche idonee a reggere un mare formato con onda e vento e così sostituire le yole di legno. “Da scafi di ispirazione velica – informa il sito della Federazione – si costruiscono così le ‘Yole de mer’ ad uno, due e quattro vogatori con timoniere. La diffusione avviene in un primo momento sulla costa meridionale della Francia; di qui, a macchia d’olio, sulla costa Atlantica e nelle colonie francesi d’oltreoceano”. In Italia si parte nel 1996 grazie all’Associazione CIPS di Imperia e al sanremese Piercarlo Roggero, capace di risalire tutta la costiera atlantica.
- Advertisement -
spot_img
spot_img
spot_img

Articoli Correlati