Giornata della memoria: seminario a Lettere

Nessun nome in particolare per il seminario che si è svolto lo scorso 29 gennaio presso l’aula 3 del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali nei due cicli, mattutino e pomeridiano. ‘Giornata della Memoria – per non dimenticare’, questa la semplice denominazione dell’evento, a cura dei professori Federico Scarano, Arianna Sacerdoti (docente e familiare dello scrittore antifascista Carlo Levi) e Astrid Pellicano e inaugurato dai saluti della Direttrice di Dipartimento, prof.ssa Maria Luisa Chirico. Una lunga giornata dedicata al ricordo delle vittime delle grandi persecuzioni razziali perpetrate dai regimi nazista e fascista nel corso della prima metà del Novecento, nel settantacinquesimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz. Molti gli interventi, condotti da docenti e personalità esterne, come la commovente storia dell’autrice Miriam Rebhun, la cui famiglia fu vittima della persecuzione antiebraica perché di origine semitica; le relazioni delle docenti Elena Porciani e Daniela Carmosino, incentrate sul grande apporto della letteratura alla Memoria e sul potere della parola in qualità di forza creatrice e distruttrice. O ancora, l’intervento del prof. Paolo De Marco, in pensione dallo scorso anno, che ha improntato il suo intervento sulla politica del governo collaborazionista francese di Vichy, che condusse a morte circa 80mila ebrei (in prevalenza stranieri). Illustrato anche il fondamentale apporto della cinematografia alla causa della ricostruzione degli eventi storici, per mezzo di clip video proposti dalla prof.ssa Pellicano e del regista vairanese Luca Gianfrancesco (con il film-documentario ‘Terra Bruciata’, narrante le vicende dei cinquantatrè ebrei rifugiati nel paese di Tora e Piccilli e le azioni di sostegno attuate dalla popolazione autoctona nei loro confronti; di fatto Tora e Piccilli fu l’unico paese in Europa in cui il numero di ebrei non decrebbe, contando due nati prima della fine della guerra. Momenti di commozione per un’iniziativa che, nella sua articolazione, mostra il vivo interesse del Dipartimento a una pagina di storia che può e non deve essere dimenticata.
Nicola Di Nardo
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