“I docenti sono più che sufficienti”

“12 docenti per i corsi di lingua Inglese sono più che sufficienti”  taglia corto il Preside della Facoltà di Lingue Domenico Silvestri. Ogni docente ha un numero di frequentanti che, secondo il Preside, è gonfiato da coloro che seguono il corso una seconda volta. I corsi comunque, sostiene, si collocano “sotto le 200 unità: gli studenti per lo più entrano, seduti, nelle aule”. “Quando ho fatto una verifica della frequenza ho trovato molti posti vuoti: gli studenti preferiscono studiare a casa, senza, secondo loro, venire a ‘perdere tempo’”. Ma tutte le risorse possibili “sono state impiegate con puntiglio; è stato anche emesso un bando per un nuovo ricercatore che entrerà presto in organico”. Risorse che, rispetto all’altissimo numero di studenti che sceglie di inserire questa lingua nel proprio piano di studi, il Preside trova “proporzionate; questi nove contratti di docenti hanno un costo di 54 mila euro annui”, e per il momento non è in vista nessun tipo di stabilizzazione dell’organico per mancanza di fondi. “Gli studenti non capiscono che un’università ha un suo progetto complessivo, didattico e di ricerca, e vanno tutelate anche altre aree, non possiamo trasformarci in una scuola di lingua inglese. Ci sono anche la letteratura, la storia, la geografia la linguistica, oltre alle lingue”. 
Per quanto riguarda il livello della didattica, Silvestri rimarca quanto sostenuto dai docenti di Inglese, cioè che “gli studenti dovrebbero arrivare già con buone conoscenze linguistiche: di persone che intendono venire qui per studiare inglese per la prima volta l’università non ne ha bisogno. L’ho già detto più volte, è come iscriversi a Matematica senza saper fare addizioni e sottrazioni. Non possono arrivare principianti assoluti, se non nelle lingue più lontane come arabo o cinese, altrimenti che senso ha l’università?”. 
E’ stato il Preside ad introdurre, dall’inizio di quest’anno accademico, il sistema delle “fasce protette” per evitare l’accavallamento dei corsi principali, ma gli studenti continuano a riscontrare problemi in questo senso. “Se le fasce protette non funzionano è perché gli studenti non vengono a lezione”, cosa che, sostiene il Preside, dipende anche dal fatto che “nelle scuole da cui provengono non si impara a studiare né ad ascoltare. Ho fatto aggiungere un altro appello estivo per le lingue ma gli studenti non frequentano”.
Infine, il problema tesi. Sia gli studenti che i docenti di inglese lamentano un congestionamento nell’area, anche a causa del rifiuto che i docenti di altre discipline oppongono ad assegnare le tesi. Silvestri non ritiene che questa sia una questione che possa avere bisogno di una regolamentazione da parte della facoltà: “perché il rapporto di tesi tra docente e studente dev’essere un rapporto volontario. Come mai non c’è mai nessuna richiesta di tesi in linguistica, geografia, storia? Perché tutti hanno scambiato la mia Facoltà per una scuola di lingue. Ma se è questo che cercano, farebbero meglio ad andare al British!”. 
Viola Sarnelli
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