Losasso: campagna elettorale troppo personalizzata

“Ho avuto contatti di ricerca soprattutto con Matteo Lorito – ed ho partecipato anche ad alcuni incontri da lui promossi al di fuori del Dipartimento, certamente avrò occasione di partecipare ad analoghi incontri con il prof. Califano – e ne condivido la visione di Ateneo. Ho apprezzato le sue qualità di ricercatore e di Direttore di Dipartimento. Ha trasformato la Reggia in un luogo ambito ed attrattivo. Abbiamo lavorato insieme ad una ricerca per il Comune di Napoli e ad un contributo sul verde di Monte Sant’Angelo. Con Luigi Califano ho avuto decisamente meno contatti perché c’è minore affinità disciplinare. Mi auguro, anzi, che nel futuro possa esserci maggiore integrazione tra le diverse Scuole dell’Ateneo”. Il prof. Mario Losasso, ex Direttore del Dipartimento di Architettura e delegato di Ateneo per la Terza Missione – nominato tempo fa dal prof. Gaetano Manfredi – interviene sulle prossime elezioni per il rettorato. “A chi sarà eletto”, dice, “chiedo di porsi rispetto al corpo docente in maniera tale che si possa interloquire anche in un rapporto uno ad uno ed un approccio di grande respiro istituzionale e cittadino. Dovrà avere capacità di mantenere relazioni e di rilanciare parole chiave e valori condivisibili. Sarà importante per questo anche capire come sarà formata la sua squadra”.
Secondo il prof. Losasso “la campagna elettorale si è troppo personalizzata e non è positivo. È stata troppo spinta ed ha adottato talvolta metodi propri più della politica che della Università. C’è bisogno, invece, di una campagna sui temi affinché ci si possa orientare sulle grandi questioni più che sulle persone. Queste ultime devono essere garanti di temi come la capacità di incremento della ricerca, l’interazione con altre istituzioni”.
Tra i meriti del Rettore uscente indica l’interazione dell’Università con il mondo del lavoro che, sottolinea, “si è concretizzato nell’andare noi verso quelle realtà e nell’accoglierle all’interno dell’Ateneo senza mai scadere nell’equivoco di una università che rincorra il mercato. Le belle esperienze della Academy o di Capodimonte sono state un ‘apprendere facendo’ per noi e per i nostri partner. Modelli di università aperta che solo una grande squadra ed una capacità di sintesi possono realizzare. In questo il Rettore va scelto con attenzione. Io mi auguro che le scelte siano serene e non contrattualistiche”.
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