Ricca: la direzione di un Dipartimento “è un mestiere a sé, che assorbe moltissime energie e porta via tanto tempo”

“Dopo cinque anni senza mai tirare il fiato ero stanco dell’impegno ed ho preferito dedicarmi alle cose che mi piacciono di più: la didattica e la ricerca”. Il prof. Ezio Ricca, docente di Microbiologia, spiega le motivazioni che lo hanno convinto a dimettersi dalla guida del Dipartimento di Biologia. “Quello di Direttore – sottolinea – è un mestiere a sé, che assorbe moltissime energie e porta via tanto tempo. Non c’è molto spazio per fare altro perché gli adempimenti e gli impegni quotidiani sono veramente moltissimi. Dopo un intero mandato di tre anni e dopo altri due anni del secondo mandato ho deciso di passare il testimone. Non ci sono chissà quali motivazioni nelle mie dimissioni, questo terrei a chiarirlo. Non sono dimissioni dettate da delusione, polemica o altro. È stata una scelta scaturita esclusivamente da esigenze e riflessioni personali”. Ritorna al punto dell’impegno totalizzante: “Da quando non esistono più le Facoltà e i Dipartimenti hanno ereditato anche le competenze relative alla didattica, il ruolo di Direttore è diventato veramente complesso. Se poi si riflette sul fatto che per cinque anni sono stato al timone di una realtà grande come Biologia, si può capire la mia scelta di andare via ad un anno dalla scadenza naturale del secondo mandato, che in ogni caso sarebbe stato anche l’ultimo, perché non sarei stato ricandidabile. I 12 mesi da marzo 2020 ad oggi, poi, sono stati particolarmente stressanti per colpa della pandemia e dei riflessi che essa ha inevitabilmente determinato sull’organizzazione di tutte le attività del Dipartimento, a cominciare dalla didattica. È stato un anno che ne vale tre, si potrebbe dire”. Precisa, peraltro: “Ho sempre mantenuto l’insegnamento anche durante il mandato. Ho sempre tenuto un corso al primo ed uno al secondo semestre. Ora che avrò più tempo potrò aggiornare qualche lezione, dedicare più spazio alle domande degli studenti”. Ricorda: “Cinque anni fa mi candidai perché ero, per così dire, il più giovane tra i vecchi ed il più vecchio tra i giovani. Lo feci per spirito di servizio”.
Il bilancio del quinquennio da Direttore. “Ritengo che con l’aiuto di tanti colleghi siano stati conseguiti risultati importanti. Per esempio, sono stati riformati i Corsi di Laurea Triennali e Magistrali, che oggi mi pare siano più attrattivi e meglio concepiti rispetto a prima delle modifiche agli ordinamenti didattici”. Quello sulle Lauree Triennali, dice, “è stato un lavoro impegnativo perché, dopo i cambiamenti apportati, il Dipartimento ha monitorato costantemente quello che accadeva, come erano state accolte le novità dagli studenti ed ha verificato se emergevano eventuali criticità, per correggere il tiro in corso d’opera”. Quanto alle modifiche relative alle lauree di secondo livello, sottolinea: “Sono stati interventi di ordinaria manutenzione per adeguarci alla necessità di aggiornare l’offerta formativa anche nell’ottica di preparare sempre meglio i nostri giovani al mercato del lavoro. Mutamenti mirati, ma discussi e ben studiati”. Prosegue nel bilancio: “Abbiamo svolto una intensa attività di orientamento dedicata sia agli studenti delle scuole superiori, sia ai nuovi immatricolati. Un’azione volta a far conoscere le caratteristiche dei Corsi di Laurea in Biologia, per mettere gli studenti in condizione di scegliere a ragion veduta e a colmare le lacune nelle discipline di base che non di rado i nuovi immatricolati portano dalle scuole all’Università. Ancora, abbiamo compensato la perdita di un elevato numero di docenti che sono andati in pensione grazie ad innesti di forze nuove provenienti in parte anche da altri Atenei e dal Centro nazionale di ricerca”.
Restano sul tappeto, naturalmente, alcune questioni. “Una di esse – prosegue il prof. Ricca – è certamente l’insufficienza numerica del personale tecnico deputato alla manutenzione dei laboratori e delle attrezzature. Credo, peraltro, che questo sia un problema che non tocca solo Biologia, ma che è comune a buona parte dei Dipartimenti dell’Ateneo, in particolare a quelli che hanno una forte componente di laboratorio. Insomma, vado via abbastanza soddisfatto del lavoro realizzato. Sono contento di avere fatto questa esperienza e sono contento, ora, di averla chiusa”.
Per individuare il nuovo direttore si è aperta una partita elettorale che contrappone due candidati – i professori Susanna Iossa e Gionata De Vico – e che si è protratta per più votazioni perché nessuno dei due papabili ha raggiunto in prima battuta il quorum, che era la maggioranza degli aventi diritto al voto. Inevitabile chiedere al direttore uscente se lascia un Dipartimento spaccato, quali sono le ragioni della contrapposizione e se propenda per l’uno o per l’altro candidato. La risposta di Ricca è sul filo della diplomazia: “Dopo che ho deciso di interrompere la mia esperienza di Direttore non ho seguito molto la vicenda elettorale. Sto cercando di tenermi fuori anche per una questione di correttezza, perché sarebbe imperdonabile che il direttore uscente si schierasse con l’uno o con l’altra. Mi rassicura che entrambi i candidati siano ottime persone ed ho con tutti e due ottimi rapporti lavorativi. Non parlerei di un Dipartimento spaccato o diviso, perché la competizione elettorale ed il confronto dei programmi, se avvengono in un quadro di correttezza e compostezza, come mi pare stia accadendo, sono elementi di crescita di un Dipartimento, non di debolezza”.
Fabrizio Geremicca
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