Studenti stranieri meno soli con l’Erasmuspoint Federico II

Parola d’ordine: accoglienza. Nel più ampio senso della parola. Aiuto e consigli pratici a tutti gli studenti stranieri che si trovano a Napoli per un periodo che, di solito, oscilla tra i sei e i dodici mesi. Spagnoli – per il 70% – austriaci, svizzeri, russi, rumeni, turchi, tedeschi. Appena arrivati, hanno tutti le stesse difficoltà: trovare una casa, fare conoscenza con persone fidate, avere un numero di telefonia mobile italiano, richiedere un permesso di soggiorno. A tutto ciò, e anche ad altro, pensa l’”Erasmuspoint Federico II”, presente al numero 338 di via Duomo. Non pensate che sia il solito sportello a cui chiedere informazioni in modo anonimo, vi aprirà la porta una seconda famiglia pronta ad accogliervi non solo all’arrivo nella città partenopea, ma ogni qual volta avrete bisogno di qualcosa. Facciamo un esempio: come fa uno studente straniero se ha un atroce mal di denti? Si rivolge a Francesco Giannattasio, responsabile del progetto Welcome to Naples e socio del gruppo Performance insieme a Cesare Lorenzetti, Francesco Starnella e Antonio di Falco. Giannattasio, fondatore nel 1989 di una società – “Studio Uno, non fate la fila” – che si occupava di assistenza burocratica per gli studenti universitari, tutt’oggi cerca, tramite la fornitura di servizi utili e innovativi, di lanciare un segnale forte dal capoluogo partenopeo. “Il ruolo primario dell’Erasmuspoint è stato, almeno all’inizio della nostra attività, aiutare i ragazzi a trovare alloggi quanto meno dignitosi. Col passar del tempo, i servizi sono aumentati sempre più. Solo per fare qualche numero: negli ultimi due anni, abbiamo accolto più di 500 persone; aperto 240 conti correnti gratuiti per studenti presso il Sanpaolo Banco di Napoli; ottenuto una fermata a richiesta della linea ALIBUS denominata ‘Erasmuspoint Federico II’ in via Marina (angolo via Duomo) e asciugato tante lacrime di ragazzi spaesati e, qualche volta, anche di genitori preoccupati. Io sono del parere che l’accoglienza genera ritorno, non a caso alcuni studenti decidono di prolungare la permanenza in città oltre il periodo Erasmus”. Una struttura di assistenza apprezzata anche per la rapidità: gli studenti possono contare su un servizio informazioni attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, mentre, per le emergenze, restano attivi, 24 ore su 24, due numeri di cellulari. Una continuità che genera sicurezza sia nei ragazzi che nelle loro famiglie. Appena arrivati, gli studenti ricevono in omaggio un “Welcome Kit” con mappa della città e gadget allegato. Per spostarsi, poi, usufruiscono di uno sconto del 50% sui trasporti urbani ed extraurbani Unicocampania.
Una città ospitale
Il resoconto che se ne ricava dai racconti dei diretti interessati è di segno positivo. “Mi trovo benissimo a Napoli – esordisce Ute Inselbacher, ventitreenne studentessa di Architettura proveniente dall’Università tecnica di Graz – Ho scoperto il sito www.performancesrl.it prima della partenza, quando cercavo un centro che potesse aiutare gli studenti stranieri in Italia. Ho compilato un accomodation form, ho ricevuto subito risposta con tutte le informazioni utili sul servizio di alloggio offerto dall’Università. Ora, abito in via Donnaregina insieme a ragazzi italiani e francesi e continuo a rivolgermi all’Erasmuspoint per avere consigli e sbrigare questioni burocratiche. Lo staff è molto gentile, mi hanno persino aiutata a trovare un dentista a metà prezzo, quando, il mese scorso, avevo mal di denti. I miei genitori sono tranquilli e, se vogliono spedirmi qualcosa, utilizzano l’indirizzo di via Duomo”. Polya Tarkoleva, che sogna di diventare docente universitaria, sembra essersi innamorata di Napoli. A soli ventiquattro anni, è già laureata in Lettere ed è stata precedentemente nella nostra città per un soggiorno Erasmus, tramite l’Università di Sophia in Bulgaria. E’ ritornata da qualche mese per seguire un dottorato di ricerca in Filosofia del linguaggio e Antropologia. “La Filosofia non è una disciplina pratica – dice – per questo c’è bisogno di molto studio per approfondire”. 
Carenze informative 
e scarsa reperibilità
 dei docenti
Con Corina Greiling, studentessa ventiseienne proveniente da Colonia, parliamo della differenza tra l’università italiana e quella tedesca. “All’Orientale, è possibile seguire i corsi in maniera agevole perchè ci sono aule piccole che accolgono pochi studenti. La cosa, invece, assolutamente negativa è l’orario di ricevimento dei docenti limitato a una o due ore a settimana. Talvolta risulta impossibile parlare con i professori visto che non si trovano nemmeno nei giorni di ricevimento. Lo staff dell’Erasmupoint mi è stato di grande aiuto nel trovare una casa (ne avrò visitate una decina al giorno); grazie a loro, ho aperto un conto corrente presso il S. Paolo. In definitiva, mi trovo abbastanza bene, a parte il caos e i rumori cittadini a cui sto cercando di abituarmi”. Altra ragazza, entusiasta del soggiorno napoletano, è Susanne Graber della Philosophisch-historische Fakultat, in Svizzera. “Napoli è una città particolare: qui, è facile fare amicizie perché la gente, per strada, ti parla anche se non ti conosce. Il vero problema è l’università: l’organizzazione non si può definire buona. In Svizzera, ad esempio ci sono vari monitor all’interno della Facoltà che illustrano le attività in corso e tutte le news per gli studenti. Alla Facoltà di Lettere del Federico II, invece, è tutto scritto su fogli che risalgono, spesso, all’anno precedente. Per il resto, si sta molto bene. Per ogni difficoltà, poi, vengo all’Erasmuspoint dove c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltare le mie richieste”. Christina Blassing, ventenne austriaca, è a Napoli da un solo giorno ma, grazie all’efficiente staff di Performance, ha già trovato un alloggio seppur provvisorio. “Ho contattato via internet l’Erasmuspoint. Una volta quì, ho conosciuto Susanne che mi sta ospitando a casa sua finchè non trovo un’altra sistemazione”. Rappresentante in carne ed ossa dell’amore per Napoli e dell’Erasmuspoint in specifico, è Annabel Llevot Garcia, di nazionalità spagnola, attualmente segretaria dell’Erasmuspoint Naples. “Sono venuta in Italia con il progetto Erasmus un anno prima della mia laurea in Giurisprudenza. Da allora, a parte brevi viaggi, non sono più andata via. Ora faccio parte dello staff del punto Erasmus, accolgo studenti e li aiuto in ogni situazione. Mi trovo benissimo. Al mio arrivo, Francesco Giannattasio e il resto del personale mi hanno aiutata a trovare una casa; sono così legata a loro che ho scelto di lavorare presso questo punto”.
Nato dalla volontà di fare qualcosa di positivo, il progetto “Welcome to Naples” è una realtà apprezzata dagli uffici internazionali delle università partner e ha ricevuto il riconoscimento di “Best practise 2006” alla giornata annuale Erasmus di Roma.
Maddalena Esposito
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