Entusiasta del tirocinio, la vocazione di Michele è chiara: “voglio essere un ingegnere clinico”

Entusiasta del tirocinio, la vocazione di Michele è chiara: “voglio essere un ingegnere clinico”

“Questo tirocinio è stato la scelta migliore che potessi fare durante il percorso universitario”. Convinto, entusiasta, Michele Tescione, fresco laureato in Ingegneria Biomedica, non vorrebbe proprio saperne di lasciare l’Unità di Ingegneria Clinica dell’Ospedale Cardarelli. Il suo periodo di formazione si è ufficialmente concluso il 31 maggio, “ma ho dato la disponibilità a continuare nello svolgimento delle mie mansioni, almeno finché non comincerò a lavorare”.

Sul tirocinio, spiega, puntava molto: “Dopo cinque anni di studio avevo bisogno di un’esperienza autenticamente pratica, che non si limitasse alla mera ricerca bibliografica come, purtroppo, accade fin troppo di frequente. E così è stato perché sin da subito mi hanno considerato un ingegnere anziché un semplice tirocinante”. Sempre affiancato dal suo tutor, il responsabile U.O.S. Ingegneria Clinica e Dirigente Ingegnere Biomedico, Salvatore Russo, e da un team di lavoro composto da vari professionisti, Michele si è occupato di elettromedicali, per quel che concerne l’intero ciclo di acquisto, dall’accoglimento della richiesta fino all’arrivo e collaudo dell’apparecchiatura.

Un lavoro di grande responsabilità, comprensivo di tante fasi: “Alla richiesta di un’apparecchiatura, da parte del primario o del personale medico responsabile, segue una fase di ricerca delle aziende rivenditrici durante la quale bisogna studiare le schede prodotto e il prezzo ed effettuare una ricerca di mercato per capire se sia congruo”. Il processo di acquisto, prosegue nella spiegazione, è molto delicato, e può richiedere anche la compilazione di documenti alquanto complessi, finché, “infine, l’elettromedicale arriva e c’è il collaudo”.
Racconta: “Il mio primo collaudo è stato con un ecografo per il reparto di Cardiologia. Eseguite le dovute verifiche elettriche e funzionali, un tecnico lo ha provato e io ho potuto assistere in diretta ad un’ecografia al cuore”. Scherza: “Tutto bene, per fortuna! Ma mi hanno raccontato che, una volta, un tecnico ha scoperto un problema cardiaco asintomatico durante una simulazione del genere. Una pura casualità gli ha salvato la vita!”.

Al Cardarelli, “nell’ultimo anno ho trascorso intere giornate, cinque giorni a settimana. All’inizio ero talmente preso da trascurare un po’ lo studio. Poi mi sono rimesso a lavoro, ho superato gli ultimi due esami e ho scritto la tesi sul progetto, sempre elaborato al Cardarelli, di una sala operatoria ibrida al reparto di Chirurgia Cardiovascolare”. Ingegneria Biomedica, tiene a precisare, gli ha dato ottime basi, “anche se mi è mancata una preparazione dal punto di vista del diritto, in particolare del diritto amministrativo e del codice degli appalti, che per un professionista del genere è fondamentale”.

La vocazione, a questo punto, è chiara: “Voglio essere un ingegnere clinico. Tra l’altro avrei anche la curiosità di lavorare con le apparecchiature tecnologiche in sala operatoria e fornire assistenza agli operatori sanitari durante le procedure chirurgiche”. I suoi obiettivi futuri: “Superare l’Esame di Stato per iscrivermi all’Albo degli Ingegneri. Questa abilitazione è una bella gratificazione ed è necessaria per partecipare ai concorsi pubblici negli ospedali. Poi invierò il curriculum alle aziende. Non voglio precludermi alcuna possibilità”.

- Advertisement -

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here






Articoli Correlati