Il Distar per la ‘Settimana del Pianeta Terra’

Il Distar per la ‘Settimana del Pianeta Terra’

Ad ottobre una sorta di “festival nazionale delle geoscienze”. Testimonial l’attore Cesare Bocci

Il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse quest’anno partecipa alla ‘Settimana del Pianeta Terra’ proponendo due escursioni: una nel centro storico di Napoli il 7 ottobre quando la prof.ssa Concetta Rispoli accompagnerà (a partire dalle 10.00) i partecipanti all’iniziativa in un viaggio nei decumani per approfondire la conoscenza dei materiali lapidei che sono stati utilizzati nei secoli per realizzare alcuni dei monumenti simbolo della città, l’altra a Pozzuoli il 5 ottobre (ore 10.00 – 13.00), cicerone il prof. Stefano Vitale il quale affronterà un tema di attualità, quello dell’attività vulcanica nei Campi Flegrei e del bradisismo.

La partecipazione ad entrambe le iniziative è gratuita, ma occorre iscriversi secondo le modalità ed i tempi indicati sul sito del Dipartimento. “Quello di ottobre – spiega il prof. David Iacopini, Presidente del Corso di Laurea in Geologia – è una sorta di festival nazionale delle geoscienze. L’idea è di coinvolgere il pubblico e di suscitare interesse sulle Scienze della Terra le quali sono profondamente legate a problematiche delle quali oggi tanto si dibatte. Si pensi alla questione dei cambiamenti climatici e delle fonti energetiche”.
La partecipazione del Dipartimento alla manifestazione si inserisce, in sostanza, nel filone della divulgazione al quale Geologia presta ormai molta attenzione e riserva energie da tempo, anche con l’obiettivo di contrastare il calo di iscritti determinato – ma il fenomeno è nazionale ed internazionale – da una certa crisi di vocazione allo studio della disciplina nei giovani. “Si organizzano eventi che abbiano un taglio divulgativo – dice il professore – nei quali si coinvolgono docenti, dottorandi e ricercatori. Noi dobbiamo cercare di informare e recuperare interesse nelle scuole secondarie. Bisogna offrire ai ragazzi e agli adulti percorsi ed interazioni che mostrino la centralità delle Scienze della Terra. Non abbiamo molte alternative se vogliamo continuare a coltivare interesse”.

La Settimana del Pianeta Terra è una iniziativa nazionale ed ha scelto come testimone noto al pubblico l’attore e conduttore televisivo Cesare Bocci. “Lui è un geologo, si è laureato all’Università di Camerino – spiega il prof. Iacopino – Ha partecipato già a vari eventi di divulgazione che si sono svolti negli ultimi anni nelle Marche ed altrove”. La prof.ssa Rispoli, che insegna Applicazioni Tecnologiche, fornisce qualche anticipazione sull’iniziativa che condurrà a Napoli: “Accompagnerò chi verrà con me alla scoperta delle rocce ornamentali nel costruito storico. Alcune di esse derivano dai vulcani: il tufo giallo napoletano, la ignimbrite campana ed il piperno. Quest’ultimo presente tra l’altro sulla facciata della Chiesa del Gesù Nuovo. Nel campanile di Santa Chiara, poi, si alternano lapidei di origini diverse. Tra essi materiali sedimentari – dunque non di origine vulcanica – provenienti dal Matese. Cammineremo sul basolato di natura lavica di origine vesuviana”.
L’iniziativa, destinata a 20 partecipanti, prevede momenti di interazione, domande: “È pensata come una occasione nella quale tutti, oltre a constatare quanto la conoscenza della Geologia aiuti anche ad interpretare la nostra storia, i nostri monumenti, la nostra tradizione, formulino quesiti e facciano osservazioni”.

La passeggiata durerà un paio di ore. A Pozzuoli l’appuntamento è al Macellum, o Tempio di Serapide. Un luogo strategico per chi voglia proporre divulgazione sui Campi Flegrei e sul bradisismo. “Molti sanno già – dice il prof. Vitale – che le colonne in marmo del Tempio di Serapide hanno registrato l’abbassamento del suolo dopo l’edificazione del Macellum. La subsidenza ha fatto sì che andassero sott’acqua e ce lo raccontano i fori causati dai molluschi. Sarà lo spunto per un viaggio tra discese e risalite del suolo nel corso dei secoli, tra lava ed esplosioni fino ad arrivare ai giorni nostri.
Parleremo della storia dei Campi Flegrei a partire da 40.000 anni fa, quando si formò la caldera di 12 chilometri di diametro a seguito della eruzione della ignimbrite campana. Poi racconterò cosa sia avvenuto durante un’altra celebre eruzione, quella del tufo giallo napoletano che risale a 15.000 anni fa. Ce ne sono state poi molte altre le quali hanno creato il paesaggio attuale. Andremo a vedere anche la darsena ed il porto puteolano perché ci offrono le testimonianze della risalita del suolo negli anni Settanta ed Ottanta del secolo passato. Le bitte di ormeggio delle navi e delle barche sono a vari livelli perché mano a mano che risaliva il suolo bisognava modificare le altezze”.

Alla data del sei settembre avevano già aderito all’iniziativa del prof. Vitale due classi. “Non è la prima volta che il Dipartimento promuove eventi nell’area flegrea ai fini divulgativi. Svolgiamo varie escursioni come Terza Missione, soprattutto per gli studenti”. Facile prevedere che ragazzi ed adulti interpelleranno il docente anche in merito ai recenti fenomeni sismici, connessi alla fase attuale del bradisismo, piuttosto effervescente, i quali hanno suscitato non poca apprensione: “Me lo aspetto ma il mio approccio sarà scientifico. Non mi avventurerò in previsioni. Il monitoraggio del bradisismo e dei vulcani è competenza dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che si coordina con la Protezione Civile. L’Università studia, fa ricerca e cerca di fornire elementi di conoscenza che possono certamente aiutare a comprendere sempre meglio la dinamica del fenomeno. Non è suo compito, però, quello di stabilire se e quando far scattare una eventuale allerta”.
Fabrizio Geremicca

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