Un Laboratorio sul processo Cerciello Rega

Esperienza che ha coinvolto studenti delle cattedre di Diritto e Procedura Penale

Diventare protagonisti di un processo penale ancora in corso, ascoltarne i dibattiti in aula e studiarne la sentenza: è stata l’opportunità offerta agli studenti di Diritto Penale (Triennale in Servizi Giuridici) e di Procedura Penale (Magistrale in Giurisprudenza) con il Laboratorio Didattico ponte proposto dal prof. Antonio Nappi. Il nome del Vice Brigadiere Cerciello Rega è salito alle cronache nel luglio del 2019, quando due turisti statunitensi ne commisero l’omicidio. È da questo reato che è partita la discussione nelle tre giornate laboratoriali (dal 9 all’11 maggio) che hanno permesso ai futuri giuristi di dibattere sul tema de L’Aporia della responsabilità oggettiva nella problematica relazione tra ‘Reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti’ e ‘personalità della responsabilità penale’. “I laboratori didattici sono stati accolti con grande entusiasmo – commenta il prof. Nappi – In questi mesi, durante lo svolgimento delle lezioni, gli studenti delle due cattedre hanno potuto ascoltare, grazie all’archivio di Radio Radicale, parte delle udienze celebrate nel procedimento penale concernente l’omicidio del Vice Brigadiere Rega, con analisi delle relative pronunce di merito. Ci siamo occupati anche dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, nell’ottica di dare voce al lavoro degli avvocati di entrambi i casi, nel corso delle udienze”

Si sono formati tre gruppi di studio di circa 15 membri ognuno, in rappresentanza degli attori processuali: un Gruppo di difesa (coordinato dalla dott.ssa Vittoria Raimo), un Gruppo di accusa (coordinato dalla dott.ssa Giovanna Ricciardi) e il Collegio Giudicante (coordinato dalla dott.ssa Roberta Cavallaro). L’attenzione del Laboratorio si è focalizzata sull’omicidio del Vice Brigadiere Rega. “Il nostro intento non è stato quello di rifare il processo penale – sottolinea il docente – Il Laboratorio, invece, ha voluto mostrare come i principi penalistici vengano utilizzati correttamente nelle aule giudiziarie. Quali siano le criticità e la distanza di ciò che accade nelle aule giudiziarie e cosa accade invece nei principi”. È stata ascoltata, il 9 maggio, “la testimonianza della vedova del Vice Brigadiere, Rosa Maria Esilio, che non ha mai mostrato rancore nei confronti di chi ha commesso l’omicidio. L’avv. Massimo Ferandino, difensore di parte civile nei procedimenti penali originati dall’omicidio di Rega, che ha mostrato da dove parte il lavoro dell’avvocato”. Il giorno successivo è stato dedicato “all’applicazione pratica di nozioni e principi appresi durante il corso, c’è stata la discussione dei gruppi di studio sulle problematiche emerse durante i laboratori e la conseguente redazione di un documento, sia da parte della difesa, sia da parte dell’accusa”. Alla luce del documento, nella giornata conclusiva, “il gruppo formato dal Collegio giudicante ha valutato le posizioni di entrambe le parti, redigendo a sua volta uno scritto che è stato poi confrontato con la pronuncia che ha definito nel merito il primo grado del procedimento penale esaminato”.

“L’iniziativa dei Laboratori Didattici ha l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad entrare in empatia con la vita delle persone interessate dai fatti, in una logica formativa e professionale”, ha commentato il prof. Lorenzo Zoppoli, Coordinatore del Corso di Laurea Triennale. I futuri giuristi dovranno imparare ad assumere una propria funzione all’interno della società: “Il Laboratorio si presta benissimo a questo scopo, la formazione, gli incontri dedicati, le testimonianze reali hanno permesso agli studenti di entrare in contatto con un contesto ed un ragionamento che li indirizza al diritto da applicare per la salvaguardia di ogni cittadino”.

Susy Lubrano

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