UniConNet, un network di giovani laureati che si raccontano e offrono  consigli ai loro colleghi  su nuovi percorsi lavorativi

Un progetto che nasce sui social (Instagram) e vuole creare un ponte tra accademia e mondo del lavoro. È il network UniConNet. Ideatori della pagina, un gruppo di sette giovani ragazzi e ragazze, inseriti in contesti lavorativi molto diversi tra loro, in Italia e all’estero, che insieme hanno voluto sopperire alla mancanza di un supporto per l’orientamento in uscita. Hanno raccontato la loro avventura al Dipartimento di Scienze Chimiche il 10 maggio, su Teams, nell’ambito del ciclo Il mondo del lavoro incontra gli studenti promosso dal Dipartimento. Rosaria Cercola, referente del gruppo, oggi Editorial Assistant e Social Media Manager del progetto, dice ad Ateneapoli: “da studentessa, avrei avuto la necessità di un indirizzamento più guidato verso il mondo lavorativo. Siamo ex studenti e studentesse del Dipartimento e vogliamo costruire una rete per aiutare i laureandi a superare lo skill gap che nasce dalla difficoltà dell’università a veicolare i concetti di soft e digital skills”. A parlare agli studenti sono stati laureati impegnati in campi diversi da quello della ricerca: “non perché sia un percorso meno valido – spiega Rosaria – ma perché è il primo a cui si pensa uscendo dall’università. Vogliamo invece far conoscere percorsi nuovi, che difficilmente si immaginano”

Speakers della mattinata sono stati Claudio Chesi, che lavora al Ministero dei Trasporti del Regno Unito, Silvia Marchese, Technical Operations Assistant Scientist presso la casa farmaceutica Johnson&Johnson, e Fabiana Paragliola, Technical Service Specialist alla Merck Life Science in Francia. Denominazioni complesse per lavori poco conosciuti, accomunati però dallo stesso background accademico. A Londra, Claudio si occupa di normative ambientali per veicoli come specialista tecnico, ma è coinvolto anche in molte iniziative a supporto della diversità e dell’inclusione all’interno del suo Ministero. In parallelo, è manager degli eventi londinesi di Pint of Science: “un’esperienza con cui ha sviluppato soft skills che si sono rivelate fondamentali anche per il suo lavoro. Ciò che gli studenti devono comprendere è che la formazione continua è indispensabile, ma che il curriculum è completo solo associando esperienze e capacità tra le più varie”, sottolinea Rosaria, facendo riferimento anche al proprio percorso. Durante il dottorato in Chimica Fisica presso l’Università di York, ha avuto la possibilità di fare esperienza nell’ambito della comunicazione scientifica. Per un periodo ha vissuto in Texas, dove ha continuato la sua formazione, e successivamente si è trasferita in Germania, a Heidelberg, dove ha sede il giornale no-profit ‘Science in School’ per cui lavora adesso. Anche il percorso di Fabiana ha avuto un seguito all’estero, a Molsheim in Francia, dopo un primo periodo presso la sede aziendale di Merck a Milano. Diverso invece il percorso di Silvia che, dopo una breve parentesi spagnola, ha iniziato a lavorare prima presso il CROM di Mercogliano e dal 2020 alla sede Janssen di Latina.

Il progetto UniConNet parte dalla pagina Instagram e da rubriche utili per rispondere a domande senza tempo: come si redige un CV? Quali sono le soft skills di cui ho bisogno? Come cerco lavoro? Cosa posso fare dopo l’università? Si stanno organizzando anche degli incontri dal vivo, per i quali le Università sono partner indispensabili. Dietro l’ideazione e la realizzazione del network anche Fiorella Nugnes, Research Scientist presso Arterra Bioscience, una voce dal mondo delle aziende: “dopo aver cambiato tre città italiane in cinque anni, sono tornata a Napoli e ho realizzato il sogno di lavorare con le mie due passioni, la chimica e la cosmetica”. Il settore della ricerca, naturalmente, non smette di avere il suo fascino, nonostante le difficoltà in termini di investimenti e assegni di ricerca. Pierluigi Reveglia, dopo un Erasmus in Spagna, un dottorato in co-tutela con la Charles Sturt University australiana, e un progetto sui marker biologici per la diagnosi precoce dell’Alzheimer, è oggi ricercatore presso l’Istituto di Agricoltura Sostenibile (Centro IAS-CSIC) di Cordoba. A chiudere il cerchio e fare da collante tra i suoi compagni d’avventura e l’Università Federico II c’è Francesco Zaccaria, ricercatore universitario di Chimica Generale e Inorganica. Cresciuto e formatosi a Napoli, ha fatto esperienze nel Regno Unito prima e a Perugia poi, per poi tornare lì dove tutto è partito. 

Gli sbocchi post-laurea per gli studenti di Scienze Chimiche sono tutti da scoprire e potersi confrontare con chi queste scelte lavorative le ha già affrontate diventa una ricchezza da valorizzare con ogni nuova iniziativa.

Agnese Salemi

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