Riforma degli appelli, dibattito in corso

Sono giorni decisivi a L’Orientale per la riforma degli appelli. Le parti – rappresentanti degli studenti eletti al Polo didattico e Direttori di Dipartimento – stanno discutendo alla ricerca di un compromesso che soddisfi entrambi. L’ultimo confronto è avvenuto lo scorso 2 maggio. Risultato: l’Ateneo non è disposto a fare passi indietro sul salto d’appello – che non sarà concesso, questo pare ormai assodato – ma potrebbe decidere di aprire le sessioni di marzo e novembre a tutti gli studenti e ci sarebbe anche sul piatto la possibilità di introdurre il congelamento dello scritto – tutta da valutare. L’incontro decisivo è programmato per fine giugno.
Nel frattempo, a fare il punto della situazione è Denise Verde, rappresentante degli studenti nel Polo, che ripercorre le tappe principali dell’ultimo mese e ribadisce i punti sui quali, secondo studentesse e studenti, si dovrebbe intervenire. “Innanzitutto, abbiamo constatato che c’è la volontà da parte dei Direttori di aprire le sessioni di marzo e novembre a tutte e tutti, rendendole ordinarie”. Da un lato la proposta degli studenti: “La nostra idea era incrementare il numero di appelli portandoli a nove in totale, aggiungendone uno nella sessione invernale e uno in quella estiva, e come detto aprendo marzo e novembre a tutti; più l’abolizione del salto d’appello”.
Detto del ‘no’ su quest’ultimo punto, c’è la sensazione che dal prossimo anno (forse anche da novembre, resta tutto da vedere) le sessioni finora straordinarie possano diventare ordinarie. “Questo sarebbe già un gran passo in avanti”, ammette Verde. In più, i docenti avrebbero osservato che per l’appello di settembre l’affluenza sarebbe davvero bassa. Per ovviare al problema “abbiamo pensato che quella data per sostenere esami potrebbe essere anticipata alla sessione estiva, portando gli appelli a tre e consentendo così, a noi, di ottenere tutti i cfu necessari per le borse di studio, le cui scadenze sono tutte ad agosto”.
Ad ogni modo, la componente studentesca resta dell’idea che il salto d’appello sia misura vetusta, tant’è che “un altro punto della nostra proposta è la reintroduzione del congelamento dello scritto”, che consentirebbe di mettere in cassaforte il voto ottenuto allo scritto di un esame, e provare poi l’orale all’appello o sessione successivi. Infine, ci sarebbe in ballo anche l’idea – sempre di parte studentesca – di “portare gli appelli di lingua a tre, dei quali due fruibili sia per lo scritto che per l’orale, e il terzo solo per l’orale”. Come detto in apertura, a fine giugno tutti questi nodi verranno sciolti, in un senso o nell’altro.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.10 – 2024 – Pagina 31

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