La nuova Magistrale nasce in collaborazione con il Politecnico di Torino

Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy, presentazione il 27 giugno

“Il progetto è nato all’inizio del 2020 sulla base dei contatti tra ricercatori del Politecnico di Torino e della Federico II”. Le parole del prof. Martino Di Serio, a capo del Comitato ordinatore, confermano la prossima nascita di un nuovo Corso di Laurea offerto dal Dipartimento di Scienze Chimiche, figlio del filo diretto che lega Napoli e il capoluogo piemontese: Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy. “Ci aspettiamo grandi cose – dice il prof. Luigi Paduano, Direttore del Dipartimento – Abbiamo già ricevuto l’approvazione dell’Ateneo e a breve otterremo anche quella dell’Anvur. Puntiamo a diventare un polo di riferimento a livello nazionale e soprattutto per il sud Italia”. Una Magistrale interamente in lingua inglese che accoglierà i suoi primi 30 studenti – perché a numero chiuso, con il bando che si aprirà a giugno – a partire dal prossimo anno accademico. Il 27 giugno, si terrà una manifestazione in cui presenteremo il Corso alla presenza dei due Rettori, il prof. Matteo Lorito e il prof. Guido Saracco, anticipa Di Serio. Due gli obiettivi centrali del percorso: da un lato, la scelta della lingua, che vorrebbe essere un volano per “attrarre sempre più studenti dell’area Mediterranea”; dall’altro, la scelta di un numero ristretto di iscritti “perché reputiamo fondamentale il rapporto con le aziende”. Dunque, gli studenti che riusciranno a guadagnarsi un posto tra i banchi dovranno fare la spola tra Campania e Piemonte? Non proprio. Il primo semestre del primo anno, infatti, “prevede la modalità blended nei due Atenei”. In quel lasso di tempo, dal punto di vista didattico, si uniformeranno “le conoscenze degli allievi provenienti da diversi Corsi di Laurea, ad esempio Biotecnologie industriali, Ingegneria delle telecomunicazioni, Scienze e tecnologie della chimica industriale. Il secondo semestre, invece, si terrà in presenza alla Federico II”. Quanto al secondo anno, gli studenti, per i primi sei mesi, dovranno preparare i bagagli e trasferirsi “a Torino per studiare al Politecnico”. Il semestre conclusivo del percorso è da dedicare interamente al tirocinio presso le aziende e alla stesura della tesi. E una volta raggiunto l’agognato titolo, al suono della voce del presidente di Commissione che proclama gli studenti dottori Magistrali in Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy, quali porte potrebbero aprirsi? “Il laureato che verrà formato – ancora Di Serio – avrà conoscenze e capacità di forte interesse per l’industria, dove troverà posizioni sia nel settore dello sviluppo di nuovi prodotti e processi che nella loro gestione”. Insomma, dagli impianti di riciclaggio o trattamento dei rifiuti ai laboratori chimici privati e pubblici, passando per gli organi di controllo, la pubblica amministrazione e finendo con lo svolgimento dell’attività professionale iscrivendosi agli Ordini di Chimici e Fisici. Napoli e Torino camminano insieme per formare gli esperti del settore di domani.

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