Alla Federico II il primo computer quantistico superconduttivo italiano “un miracolo della creatività della natura e dell’ingegno dell’uomo”

Il settore del calcolo quantistico è sempre di più al centro degli investimenti e delle politiche strategiche europee e internazionali in quanto offre l’opportunità di elaborare e maneggiare una mole di dati impensabile fino a non molto tempo fa. L’Ateneo Federico II si è attrezzata ed ha inaugurato il 29 maggio presso il nuovo Centro di computazione quantistica superconduttiva del Dipartimento di Fisica il primo computer quantistico superconduttivo italiano.
“Il dispositivo è dotato di un processore a 24 bit quantistici (qbit) – informano dall’Ateneo – alloggiato all’interno di un criostato in grado di raggiungere temperature poco superiori a quelle delle zero assoluto. Rappresenta un primo importante traguardo ottenuto nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo svolte e promosse da ICSC – Centro Nazionale di Ricerca, High Performance Computing, Big Data and Quantum Computing – attraverso il proprio Spoke 10 ‘Quantum Computing’. Un risultato che giunge a riprova delle consolidate competenze nel settore della superconduttività su cui l’Università, partner del Centro nazionale ICSC, può contare e che punta a estendere le capacità del laboratorio di tecnologie quantistiche dell’Ateneo Federiciano”.
Giustificato, dunque, l’entusiasmo del Rettore Matteo Lorito. “I fondi che hanno reso possibile questo risultato (4,5 milioni di euro) vengono da Pnrr e da noi – ha spiegato il 29 maggio – ed oggi inauguriamo una macchina che non ha eguali in Italia e che è stata assemblata dai nostri ricercatori. In Europa ce ne sono solo 4 analoghe. La cosa più interessante è che è una macchina pubblica. Ne hanno in grandi aziende private, per esempio alla IBM, ma questa è pubblica. Gli utilizzatori potranno essere aziende ed enti di ricerca e potranno interagire con i nostri ricercatori”.
Ha aggiunto il Rettore:Ha una potenza di calcolo inimmaginabile. Può gestire i dati di una intera città in pochi secondi. Siamo in sostanza al cospetto di un altro livello della conoscenza e del calcolo. È inoltre una macchina flessibile, perché sarà interfacciata con il centro di calcolo che stiamo realizzando grazie ai fondi del Cineca nella sede che abbiamo a San Giovanni a Teduccio”.
Il computer quantistico superconduttivo del Complesso di Monte Sant’Angelo ha tre funzioni. “Una di ricerca – ha detto Lorito – per sviluppare computer sempre più potenti. Una di servizio, perché consentirà a tante strutture ed enti pubblici di processare quantitativi enormi di dati e di elaborare valutazioni su tali dati e grazie ad essi in tempi molto contenuti. Si pensi a quelli sanitari, solo per citare un esempio. È inoltre una macchina con funzione formativa, perché averla qui a Napoli significa aver formato ricercatori sul calcolo quantistico, tecnologia del presente e del futuro. Non potremmo chiedere di meglio: la rivoluzione quantistica è in atto e noi ci siamo pienamente dentro”.
Il prof. Francesco Tafuri, docente responsabile del Centro di computazione quantistica superconduttiva, ha detto: “Questo processore è un miracolo della creatività della natura e dell’ingegno dell’uomo e trasforma la capacità dei circuiti superconduttivi macroscopici di comportarsi secondo le leggi della meccanica quantistica in informazione quantistica. È un punto di partenza per contribuire alla creazione di applicazioni che usino computer quantistici per accelerare la soluzione di problemi attualmente irrisolvibili; per sviluppare hardware e strumenti software che facilitino il funzionamento di computer quantistici e la loro compatibilità operazionale con computer classici; per contribuire allo sviluppo di architetture scalabili più grandi e complesse; per aumentare competitività e autonomia italiana sul calcolo quantistico proteggendo l’impronta pubblica; per promuovere la scolarizzazione quantistica a partire dagli studenti universitari, garantendo uno strumento pubblico, libero ed indipendente alle imprese”.
Dopo l’inaugurazione, si guarda avanti perché lo scopo principale del dispositivo e del laboratorio è favorire la creazione di una filiera italiana del calcolo quantistico, in cui la richiesta di hardware, software e competenze dedicate siano soddisfatte internamente. “Obiettivi che saranno perseguiti – informano dall’Ateneo – attraverso lo stesso approccio fondato sulla collaborazione tra settore pubblico e privato che ha garantito la realizzazione della prima piattaforma quantistica di calcolo superconduttiva italiana e che contraddistinguono anche la strategia e le finalità del Centro Nazionale ICSC”.
Si sono soffermati il 29 maggio su questo aspetto in particolare Paolo Cremonesi e Simone Montangero, leader e co-leader dello Spoke 10 di ICSC: “Il Centro di computazione quantistica superconduttiva di Napoli opererà in sinergia con le restanti tre infrastrutture italiane dedicate allo sviluppo del calcolo quantistico finanziate dal Centro nazionale ICSC, ospitate presso le Università di Roma, Firenze e Padova, e dedicate rispettivamente allo sviluppo di tecnologie basate sull’impiego di fotoni, atomi freddi e ioni intrappolati. Disporre di facilities come quella inaugurata oggi risulta infatti di fondamentale importanza per la realizzazione, in collaborazione sia tra gli stessi gruppi di ricerca che con le industrie di settore, di chip quantistici diversi”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.10 – 2024 – Pagina 9

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