La ‘Giornata dello Studente’ nel nome di Federico

Premiati nel corso della cerimonia gli studenti dei tornei sportivi. All’evento i fumettisti Ruggiero e Manzo e l’attore Vincenzo Salemme

“La Giornata dello studente è riservata alla comunità studentesca per dare la possibilità di raccontare le esperienze di crescita fuori dalle aule. Quello di quest’anno è un compleanno importante e proprio i momenti difficili come quello attuale, in cui accadimenti così terribili feriscono le nostre coscienze, è importante ritrovare lo spirito della Federico II, che educa ai valori della cultura con l’impegno alla pace. Lo studente è il fulcro e lo spirito motore del nostro futuro”. La Prorettrice Rita Mastrullo ha aperto con queste parole la Giornata dello Studente, celebrazione avvenuta lo scorso 3 giugno al Centro Congressi di via Partenope nell’ambito dei festeggiamenti per gli 800 anni dell’Ateneo – ormai nella fase clou. Una mattinata intensa – condotta da Francesca Fortunato – ricca di testimonianze video e di ospiti, che ha trovato il suo apice nell’arrivo dell’attore e regista Vincenzo Salemme.
Una prima fase, dalle 10 alle 11.30 circa, è stata dedicata alle premiazioni delle squadre che hanno vinto nei tornei sportivi federiciani. Innanzitutto, quello di calcio a 5, in memoria di Fabio Buoninsegni, studente e arbitro di calcio che ha perso la vita in un tragico incidente stradale lo scorso febbraio mentre tornava a casa dopo aver diretto una partita del campionato di Prima Categoria. Presenti anche i genitori, che hanno letto un messaggio accorato rivolto ai giovani: “sorridete sempre e non accontentatevi mai, con la determinazione i sogni si avverano”.
A premiare la squadra vincitrice, quella del Dipartimento di Economia, accompagnata dal prof. Roberto Maglio, il noto arbitro Fabio Maresca. “Praticare sport a qualsiasi livello – ha detto dal palco – è fondamentale per avere un equilibrio tra la mente e il corpo negli anni più importanti della vita”. Poi ha aggiunto a margine, parlando con Ateneapoli: “Arbitrare è una bella scommessa, soprattutto quando si è giovani. È un modo per crescere e misurarsi con un mondo non semplice come quello del calcio. La strada verso i massimi livelli è difficile e piena di ostacoli”. Successivamente sono stati premiati due studenti di Scienze biomediche avanzate per il doppio misto di tennis, mentre per la staffetta mista 4×100 e la pallavolo femminile ha fatto le veci di studentesse e studenti la prof.ssa Annamaria Colao, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia.
“Lo sport è un momento di sfogo e conciliazione per noi studenti – hanno spiegato Sofia, Serena e Laura, pallavoliste rispettivamente iscritte a Economia aziendale e Ingegneria aerospaziale – e celebrarlo oggi significa dare importanza al sacrificio e allo spirito di dedizione. Consigliamo assolutamente di praticarlo a livello universitario. Per fare squadra, formarsi e crescere assieme ai propri coetanei”.
Ma Federico II non è stato solo sport durante la Giornata dedicato allo Studente. All’imperatore, infatti, è stato dedicato anche un webtoon, un fumetto digitale, intitolato ‘Lo stupore secondo Federico’. Firmato niente meno che da Lorenzo Ruggiero, fumettista della Marvel e DC Comix, ed Enrico Manzo, sceneggiatore di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore. “L’abbiamo immaginato senza dialoghi – ha detto il primo – per renderlo più immediato e diretto. L’espressione stupor mundi, con la quale Federico II è famoso in tutto il mondo, è diventata nel fumetto, una formula magica che, pronunciata dall’imperatore, fa nascere dal nulla tutta l’università”.
Chiusura della prima parte affidata al prof. Francesco Dandolo e a quegli studenti che hanno dovuto affrontare ostacoli quasi insormontabili prima di poter sedere nelle aule federiciane. “Il mio non è stato affatto un percorso facile – ha detto Omar, che studia International Relations – con fortuna ci sono riuscito e per questo ringrazio tutti i docenti. Sono fiero di far parte di questa grande università”.

“Il mestiere di attore è un non mestiere: bisogna sempre ripartire da zero”

Un momento di straordinaria intelligenza e ironia, Vincenzo Salemme, un grande artista che rappresenta una parte importante di Napoli e della sua cultura”. Il Rettore Matteo Lorito ha accolto il noto regista e attore sottolineandone il ruolo di icona per la città e ripercorrendo brevemente alcune tappe fondamentali della storia dell’Ateneo, mettendo l’accento sugli otto secoli di storia, che “significa aver formato 30 generazioni e tra questi tre Presidenti della Repubblica, segno che il contributo della Federico II al Paese è indiscutibile. Abbiamo chiuso un altro bilancio in attivo, crescono le iscrizioni, cresce il corpo docente che conta 3100 docenti ed è fortemente infarcito di giovani ricercatori così come aumenta anche la nostra presenza sul territorio con nuove sedi”.
Tra aneddoti di carriera a partire dagli inizi con Eduardo fino ai film che l’hanno reso famoso al grande pubblico, i tentativi universitari falliti – “ho dato tre esami soltanto” – fino al racconto della professione dell’attore tra romanticismo e dura realtà, Salemme si è confrontato con gli studenti federiciani dei laboratori teatrali e radiofonici rispondendo a tante domande e assistendo a performance artistiche. La prima è stata quella di una coppia di ragazzi che ha recitato una scena famosa tratta dal film “I cento passi”. Ricevuti i complimenti del regista, i due gli hanno rivolto una domanda sul fatto che, stando ad una recente intervista, Eduardo avrebbe visto in lui la fame.
“Beh, sì, all’epoca ero davvero magrissimo e per questo De Filippo decise di farmi prendere la paga di attore invece che da comparsa. Credeva non mangiassi abbastanza”. Sulla fame di arrivare al successo Salemme racconta: “io volevo e voglio star bene, la vita è una soltanto ed è importante trovare sé stessi”. Cosa affatto scontata nel mondo del teatro e della recitazione in generale. Senza facili ipocrisie, Salemme ammette che la realtà spesso è ben diversa da come la si immaginerebbe: “c’è egocentrismo, vanità, voglia di primeggiare; ci piace avere il primo camerino. Mi è capitato di far saltare spettacoli perché gli attori si sentivano arrivati. E poi, un conto è recitare una tantum e ricevere gli applausi, un altro è farlo per cento e passa repliche provando a suscitare sempre le stesse emozioni nel pubblico. Il mestiere di attore è un non mestiere: bisogna sempre ripartire da zero”.
Ma Salemme è pure uno sceneggiatore. Dunque, scrive. Tanto: “è un processo snervante, mi capita di scrivere ovunque. E soprattutto, riscrivo tante volte una singola commedia. Una mi è capitato di riscriverla 26 volte. A me piace ciò che non finisce mai”.
È toccato poi ai ragazzi di F2 Radio Lab, che oltre a mostrare un video e presentare le iniziative più rilevanti, il PodcastTi presento Federico” ad esempio, hanno coinvolto Salemme in un simpatico gioco di domande e risposte, quello di F2 Talent Lab, come se fosse uno studente federiciano.
“Fin da bambino – risponde a quando sia nata l’esigenza di recitare – sognavo di raccontare a tutti ciò che avevo dentro: storie ed emozioni. Le storie mi perseguitano, anche di sera quando mi addormento. E alcune di queste sono diventate commedie”. Da buon teatrante, l’attore riserva anche un colpo di scena affermando di non sentirsi affatto come uno che ha raggiunto la cima: “certamente c’è la popolarità, ma io non ho mai avuto la sensazione di avercela fatta”. Degna chiusura della Giornata, la foto di gruppo con Salemme, i ragazzi di F2 Radio Lab, il Rettore e la Prorettrice e, infine, il celebre motto recitato all’unisono da tutta la sala in favore di telecamere e smartphone: “Buon compleanno Federico”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.10 – 2024 – Pagina 4-5

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