Un podcast per raccontare la matematica oltre il pregiudizio

Sette puntate, da dieci minuti ciascuna, con una unica voce narrante, scritte da esperti nella didattica della matematica. È la nuova iniziativa a cura della Commissione italiana per l’insegnamento della matematica dell’Unione Matematica Italiana ed è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione italiana di ricerca in didattica della matematica. Il podcast è stato pubblicato da MaddMaths! ed è disponibile gratuitamente su Spreaker, Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming audio. La voce narrante è di Rosetta Zan. I testi sono a cura di: Anna Baccaglini-Frank, Alessandra Boscolo, Chiara Giberti, Alice Lemmo, Maria Mellone, Domingo Paola, Alessandro Ramploud, Rosetta Zan. La registrazione e l’editing sono di Enrico Bergianti. Le musiche originali sono di Francesco Imbriaco. L’artwork del podcast è a cura di Tigre Contro Tigre.
La prof.ssa Maria Mellone, che insegna alla Federico II ed è la presidente della Commissione italiana per l’insegnamento della matematica, racconta come è nato il progetto, a chi è rivolto e quali obiettivi si propone di raggiungere. “Già da tempo – dice – nell’ambito della Commissione stavamo portando avanti iniziative di formazione per insegnanti con lo scopo di aggiornarli sugli avanzamenti delle ricerche nell’ambito dell’educazione e della didattica della matematica.
Un buon approccio di un insegnante agli studenti può svolgere un ruolo essenziale e per questo occorre anche che il professore abbia contezza delle tecniche, delle modalità e degli strumenti che evolvono continuamente per insegnare la materia. Negli anni scorsi, in particolare in epoca Covid, abbiamo utilizzato molto la forma del webinar durante queste iniziative di formazione e di aggiornamento. Recentemente ci siamo resi conto, però, che i docenti delle scuole si erano stancati di questa modalità. Ci siamo interrogati su cosa fare ed abbiamo pensato al podcast”.
Una trasmissione ‘radio’, in sostanza, ascoltabile e scaricabile tramite internet. Un viaggio attraverso la matematica in diverse puntate. Ciascuna è dedicata ad un tema: “La paura della matematica, per esempio. Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’insegnamento di questa materia, per citare un altro esempio. Ancora: la confutazione degli stereotipi. Nella puntata che s’intitola ‘Zitti e Buoni’ e che ho scritto io, cerco di andare oltre l’idea che la matematica si debba insegnare con gli studenti che, seduti al banco, passivamente, recepiscono formule e concetti. Un’altra puntata, preparata da un collega, mette in discussione l’assioma secondo cui esisterebbe una sola matematica. Ce ne sono tante e non nel senso che la materia è costituita da algebra, analisi, geometria. Quello è assodato. Ci sono tante matematiche perché ciascuna risente del contesto culturale, dell’area geografica.
In Cina, per esempio, scrivono le frazioni iniziando dal basso. Nella puntata che s’intitola ‘Il bernoccolo della matematica’ si confuta lo stereotipo secondo il quale ci sarebbero persone più portate ed altre meno per questa disciplina. È falso e le neuroscienze lo hanno ormai chiarito. Eppure ancora oggi capita di ascoltare docenti di scuola che, riferendosi ad un loro allievo, dicono che è particolarmente versato per la matematica o che non è portato per nulla per tale disciplina. C’è anche una puntata sulla valutazione, affinché si rafforzi la consapevolezza che un voto non è qualcosa dal quale far dipendere la propria autostima o che debba mettere in crisi la propria identità. La valutazione è uno strumento per migliorarsi, nulla di più”.

“La padronanza degli strumenti matematici ci rende meno manipolabili”

Quando è partito il progetto, l’idea era che ciascun ricercatore fosse anche la voce narrante nella puntata dedicata al testo che ha scritto. “Abbiamo cambiato rotta – prosegue la prof.ssa Mellone – su consiglio di Bergianti. Lui è un esperto di podcast, noi no. Ci ha suggerito che sarebbe stato preferibile che ci fosse una unica voce narrante che accompagnasse l’ascoltatore attraverso tutte le puntate. Abbiamo optato per Rosetta Zan perché ha una tonalità calda, che funziona in una trasmissione dove non c’è un video da guardare. La modalità radiofonica è vantaggiosa perché permette di ascoltare la puntata anche svolgendo un’altra attività, prestando solo l’orecchio. È il bello della radio ed il podcast lo ha ereditato”.
Per ciascuna puntata sono stati indicati un paio di riferimenti bibliografici destinati a chi abbia voglia di approfondire il tema. “Questo che abbiamo realizzato – chiarisce la prof.ssa Mellone – è un primo tentativo che abbiamo realizzato nella prospettiva di dover comunicare con parole semplici. A volte magari ci siamo riusciti meglio, altre peggio. L’esperienza ci aiuterà a migliorarci. Nel frattempo il podcast sta circolando. In una decina di giorni, da quando è sulle piattaforme, abbiamo avuto già 2000 contatti”. I destinatari delle puntate non sono solo i professori che insegnano matematica nelle scuole. “Immaginiamo – chiarisce Mellone – che possano risultare utili anche agli studenti, ai genitori alle prese con i compiti dei figli, a chiunque abbia il desiderio di acquisire maggiore dimestichezza di quanto abbia avuto finora nel maneggiare e nell’interpretare gli strumenti della matematica”.
L’ascolto è dunque utile anche a chi abbia abbandonato da un pezzo i banchi di scuola. “La padronanza degli strumenti matematici – conclude la docente federiciana – ci rende meno manipolabili. L’educazione matematica è intrecciata all’esercizio della cittadinanza attiva e all’esercizio della critica rispetto alle informazioni che ci vengono passate”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.10 – 2024 – Pagina 10

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