“Integrazione, innovazione e attrattività” Le tre parole chiave dell’impegno del neo Presidente

La Scuola delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute elegge il prof. Andrea Soricelli

Il prof. Andrea Soricelli è il nuovo Presidente della Scuola Interdipartimentale delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute (SIS). Laurea con lode in Medicina nel 1980, specializzazione in Medicina Nucleare nel 1983 e in Radiodiagnostica nel 1987, è ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia dal 2005. Candidato unico, eletto il 28 settembre, subentrerà al prof. Giulio Giunta il 1° novembre, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno accademico. “Ho proposto la mia candidatura – dice – essendo in scadenza mandato come Direttore del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere. La vedo come una sorta di continuità”. La Scuola che il prof. Soricelli presiederà per il prossimo triennio coordina i Corsi di Studio delle aree dell’Ingegneria, delle Scienze e Tecnologie e delle Scienze Motorie e del Benessere ed è costituita dai tre omonimi Dipartimenti. 180 docenti, circa 200 dottorandi e assegnisti di ricerca e più di 5.000 studenti, alcuni numeri. Gli obiettivi da raggiungere? “Omogeneizzare l’offerta formativa e, interfacciandomi con i Direttori di Dipartimento e i Presidenti dei Corsi di Laurea, cercare delle sinergie didattiche che possano sfociare, ad esempio, in Master multidisciplinari. Sinergie di questo tipo ci sono già nella ricerca – penso ad ingegneria e benessere o informatica e benessere – e potrebbero essere trasferite in approfondimenti didattici”. Sempre a proposito di didattica: “C’è l’ampio discorso dell’internazionalizzazione che si concretizza specularmente nel sollecitare i nostri iscritti a vivere esperienze internazionali e nel renderci più appetibili agli occhi degli studenti stranieri. In tal senso l’Ateneo lavora costantemente per far sì che ci siano più corsi in lingua – poi c’è l’altrettanto importante strumento del double degree – ma è anche fondamentale che si configuri come un attrattore di progetti europei e internazionali”. L’Università, dice ancora, “è cambiata. L’esperienza del Covid ci ha fornito gli strumenti per essere più vicini agli studenti e agevolarne l’esperienza didattica. E io mi impegnerò affinché sentano la nostra Scuola sempre più vicina a loro, muovendomi nel solco di tre parole chiave: integrazione, innovazione e attrattività”.

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